Trasporti oncologici, pagano i malati

A distanza di mesi dalla conferenza dei sindaci, in seguito alla quale l’associazione Diversamente Sani si diceva soddisfatta per la promessa di un progetto studiato per il trasporto degli oncologici verso il continente, la situazione non si è ancora sbloccata. Così i trasferimenti in automedica a Livorno o in altri centri sanitari del continente per buona parte delle visite e degli esami, resta a carico dei pazienti oncologici che, oltre a far fronte ai problemi legati alla malattia devono sostenere spese molto elevate. È in questo contesto che l’ associazione Diversamente Sani, ad un anno dalla nascita del gruppo poi costituitosi in onlus, continua la propria campagna di sensibilizzazione nei confronti dei malati oncologici che vivono all’ Elba. «L’ unico servizio di trasporto gratuito a disposizione dei pazienti non barellati è quello per la radioterapia ­ spiega la vicepresidente Cristina Giacomelli ­ ma restano escluse le visite, la Pet, le risonanze e il centraggio, tutte prassi che riguardano persone che già vivono il disagio di essere malate con le innumerevoli conseguenze, anche di tipo economico». I tempi della burocrazia, come di consueto, non permettono interventi tempestivi perciò l’ associazione, in attesa dell’ inizio della stesura del progetto, ha deciso di dare lei stessa una risposta alle esigenze di chi deve raggiungere il continente per scopi sanitari, ma non ha risorse per farlo in autonomia. «Andare a Livorno con l’ auto medica costa 250 euro, non poco ­ racconta la presidente Edy Papi ­ Ci sono persone che si sono avvicinate alla nostra associazione e che hanno rivelato di aver saltato controlli o visite, perché non avevano le risorse economiche per farlo ed è vergognoso che una persona affetta da malattia neoplastica non si curi, perché non ha soldi o aspetti di aver la disponibilità economica per poterlo fare». Pertanto, insistendo sulla criticità di stampo economico che deriva dalla malattia, emerge in modo sempre più evidente la necessità di un’ assistenza di tipo sociale per ovviare a questo problema che un’ associazione di volontariato non ha le forze per poter arginare, motivo per cui il lavoro dell’ associazione, di concerto con le amministrazioni dell’ isola, deve ripartire fin da subito. «Siamo convinti che il nostro territorio abbia delle particolarità sconosciute ad altre realtà ­ aggiunge Edy Papi ­ ma siamo altrettanto convinti che l’ esistenza di 8 comuni debba garantire la vicinanza tra le istituzioni e le necessità dei cittadini, perciò siamo fiduciosi che adesso, dopo la pausa estiva, ogni Comune manifesti la volontà di essere parte attiva nella redazione di questo progetto per garantire a tutti i cittadini il diritto di curarsi». Il cancro è ormai diventato un fenomeno sociale che non può essere ignorato ma anzi deve essere conosciuto, esplorato e contenuto negli effetti, prima di tutto da chi ha gli strumenti istituzionali per farlo. L’associazione Diversamente Sani è presente su tutto il territorio elbano per introdursi nelle circostanze in cui la malattia ha effetti significativi sullo status economico­sociale del malato, per alleggerirlo dalla preoccupazione e dall’ onere di doversi spostare per visite e controlli. «Chiunque può rivolgersi all’ associazione o entrarvi in contatto ­ conclude Cristina Giacomelli, vicepresidente ­ e ci saremo, dalla semplice condivisione fino al sostegno economico per potersi curare».

Fonte: Il Tirreno Piombino-Elba

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