Toscana. Presentata in Consiglio regionale l’informativa preliminare sul Piano sanitario e sociale

Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità

L’assessore regionale al Diritto alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi ha presentato al Consiglio Regionale l’informativa preliminare sul nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2018-2020.
Il cronoprogramma prevede ora, a partire dal mese di febbraio, una seconda fase di ascolto di cittadini, associazioni e professionisti, poi, a giugno l’esame della giunta regionale, in luglio l’esame e l’approvazione del Consiglio per rendere operativo il Pssir entro settembre.

Tre le parole chiave del nuovo piano, ha detto Saccardi.
Rete, innanzitutto: la costruzione e lo sviluppo di reti, in cui più professionisti e più istituzioni operano in modo interdipendente, sono la possibile risposta alla necessità di cogliere e accogliere la complessità del sistema.
Responsabilità: è la parola chiave che evidenzia la necessità di rispondere, rendere conto in modo trasparente delle conseguenze che le proprie scelte e il proprio operato possono determinare nei confronti di risorse e persone che sono state affidate.

Infine, sostenibilità, cioè la garanzia di perdurare nel tempo massimizzando l’utilità delle risorse impiegate. Sostenibilità, quindi, intesa non solo come utilizzo efficiente delle risorse nei vincoli previsti, ma come capacità di rispondere ai bisogni degli utenti in modo efficiente ed efficace.

Per quanto concerne le performance del Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2012-2015, i dati evidenziano come la Toscana sia una delle regioni con i migliori risultati di performance del sistema sociosanitario. In particolare, rispetto al passato nel tempo di applicazione del piano è stato registrato:
un aumento della qualità e dell’appropriatezza in ospedale, anche in termini di soddisfazione dei pazienti;
un miglioramento degli standard per la sicurezza del paziente per il rischio clinico;
un miglioramento dei tempi di attesa, che tuttavia rimangono ancora una criticità;
una diminuzione delle copertura vaccinali, sia tra gli anziani che tra i bambini (calo generalizzato a livello nazionale).
il successo della sanità di iniziativa che ha confermato risultati di impatto positivi sulla diminuzione del rischio di mortalità.
un’alta spesa per l’assistenza farmaceutica con casi di consumo inappropriato;
l’istituzionalizzazione anche del sociale di iniziativa, con il supporto alla casa e il supporto alla domiciliarità.

A partire da questi risultati, il nuovo PSSIR punta a migliorare ulteriormente il quadro di salute dei toscani puntando sul coinvolgimento sistematico della comunità nella co-produzione di salute, sull’accoglienza e la valorizzazione delle differenze, sull’equità di accesso e sull’appropriatezza delle cure su tutto il territorio toscano, riducendo la variabilità.

La presentazione dell’informativa è stata l’occasione per fare il punto sul contesto del sistema salute toscano. I dati contenuti nei più recenti rapporti sullo stato socio-sanitario della popolazione toscana restituiscono l’immagine di una regione che ha reagito bene al periodo di forti rivolgimenti del tessuto sociale ed economico collettivo e si colloca ancora ai vertici nazionali nelle principali misure di benessere. In particolare, quella toscana è una delle popolazioni più anziane in Italia, quasi 1 milione di persone (25%) hanno più di 64 anni e quasi 500.000 (13%) meno di 15. Gli ultra74enni sono il 13% della popolazione (492.000), e la quota è destinata ad aumentare ancora nei prossimi anni. Sebbene la Toscana sia tra le regioni più longeve (bassa mortalità: 814 decessi ogni 100.000 abitanti; 853 in Italia), arretra la speranza di vita: 81,2 anni per gli uomini e 85,6 per le donne. Come nel resto d’Italia, poi, continuano a diminuire le nascite: nel 2016 sono nati poco più di 27.000 bambini, 7,2 ogni 1.000 abitanti (nel 2014 erano stati il 7,8), valore inferiore a quello nazionale (8×1.000).

Importante anche il capitolo stranieri: nel 2016 gli stranieri residenti in Toscana sono circa 400.000, e sono raddoppiati nell’arco di un decennio. Gli immigrati sono molto più giovani rispetto agli italiani: il 62% ha meno di 40 anni e solo il 4,2% ha più di 65 anni.

Per quel che concerne gli stili di vita, diminuiscono i fumatori, ma la percentuale resta comunque più alta della media nazionale: 20,5% (23,4% tra gli uomini, 17,9% tra le donne), un punto in più della media nazionale. Alta, anche se in calo, l’abitudine al fumo tra gli adolescenti: il 22% dei 14-19enni fuma (24% tra le ragazze, 21% tra i ragazzi). I consumi di alcol sono più alti della media: la Toscana è la prima regione italiana per consumo medio quotidiano di alcol, in entrambi i generi. Stabili i comportamenti a rischio (binge drinking) tra i giovani. Molti i sedentari, 31,7%. Tra i bambini di 8-9 anni, il sovrappeso (21,3%) è in linea rispetto al dato nazionale, mentre l’obesità (5,5%) è meno diffusa rispetto all’Italia (9,3%). Gli adulti toscani in sovrappeso sono il 35,7%, gli obesi il 9,5%. E ancora, in lieve crescita il consumo di sostanze tra i giovani.

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