TORNA IL MEDICO SULL’AMBULANZA 118 A SIENA. ANAAO: UNA BUONA NOTIZIA

Meno medici in servizio

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della segreteria aziendale Anaao Toscana sud est in merito al ritorno del medico nelle ambulanze per quanto riguarda l’area Senese. La decisione, comunicata ieri dal Dg della Asl Toscana sud est Antonio D’Urso, è stata valutata positivamente dal sindacato, che rilancia una sinergia con gli infermieri: “Il nostro operato è complementare. Non si può fare a meno di nessuna delle due figure”.La decisione dell’Azienda USL sud est di reintegrare l’Ambulanza medicalizzata è una notizia positiva. Vengono infatti applicati anche nel territorio di riferimento dell’area cittadina senese, i parametri del Dlgs. 70 del 2015, cosiddetto Decreto Balduzzi, che prescrive “un mezzo di Soccorso Avanzato ogni 60 mila abitanti con la copertura di un territorio non superiore a 350 kmq”.
In effetti – come emerge dallo studio dell’Anaao sulla organizzazione del sistema 118 dell’Area Vasta sud est, presentato nel luglio dello scorso anno – l’Area Senese, che comprende  i comuni di Siena, Sovicille, Murlo, Monteroni d’Arbia, Monteriggioni, Castelnuovo Berardenga ed Asciano, ha un’estensione di 775 Kmq e una popolazione residente  di 93 mila cittadini; ai quali occorre aggiungere gli studenti ed i flussi turistici che portano il dato degli abitanti abbondantemente oltre i 120 mila.
La salute è un bene primario costituzionale e i cittadini hanno diritto alle più idonee risposte organizzative e di sicurezza; nel caso specifico l’arrivo sul posto dell’emergenza del mezzo di Soccorso Avanzato, che preveda necessariamente la presenza integrata della professionalità del medico specialista dell’emergenza-urgenza e dell’infermiere fa la differenza.
Prima viene la salute del cittadino, su questo siamo tutti d’accordo, per questo non ha senso aprire – e il sindacato Anaao non è per nulla interessato a farlo – polemiche tra professioni. Nel sistema integrato dell’emergenza-urgenza, anche territoriale, tutte le professionalità devono dare il proprio contributo e l’integrazione, ciascuno con il proprio ruolo  e con lo specifico apporto, è l’obiettivo assistenziale che il sistema deve essere in grado di garantire.
Sicuramente non è più rinviabile la rivalutazione organizzativa e assistenziale di tutto il sistema 118 aziendale. Una progettualità di sistema, che coinvolga l’Azienda e i professionisti, dovrà essere messa in campo con l’obiettivo di giungere, nel medio periodo, a modalità operative uniformi su tutte le tre province.
La professione medica non è sovrapponibile con quella infermieristica, ma complementare. Pensare a un intervento, per un caso di emergenza, sul territorio, senza la presenza del medico, a nostro giudizio, non rappresenta un modello in grado di garantire la migliore appropriatezza assistenziale possibile, nello stesso tempo la figura dell’infermiere non è rinunciabile. Se dovessimo coniare uno slogan su questo argomento sarebbe “insieme è meglio”!

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