Taglio alle liste di attesa, addio ai Cup: ora si prenota dal medico di famiglia

Prenotafacile un modo efficace per gestire le prenotazioni in alternativa al Cup

Via i Cup in tutta la Toscana. Non ora, non qui, l’addio sarà graduale, ma il superamento del vecchio sistema di prenotazione è uno dei tasselli cruciali su cui puntano Stefania Saccardi e Enrico Rossi per assestare un taglio alle liste di attesa. «Perché non è più possibile non solo dover attendere per ottenere una vista o un’ecografia, ma anche aspettare ore che un operatore risponda al telefono e fissi un appuntamento», dicono l’assessora alla sanità e il governatore toscano. Niente più ingorghi alla cornetta e code. Di qui ai prossimi mesi, Asl e Aziende e ospedaliere dovranno adeguarsi al nuovo regime imposto dall’ultima delibera firmata Saccardi. Un pacchetto da 10 milioni con cui dare una sforbiciata ai tempi di attesa su visite specialistiche ed esami più frequenti, per cui oggi possono servire anche mesi. Obiettivo: «Offrire una prima visita in 15 giorni», dice Saccardi. Per farlo, come ha raccontato ieri il Tirreno, Asl e aziende ospedaliere pagheranno degli “extra” ai medici per svolgere attività aggiuntiva di sera o il sabato in regime di intramoenia, garantendo ambulatori aperti per 12 ore dal lunedì al venerdì e 6 ore il sabato. Così potrà capitare di andare a fare una tac a mezzanotte. C’è già un accordo con i sindacati dei medici e prevede che una visita sia pagata fra i 25 e i 30 euro tariffe in linea con quelle applicate dal privato».
Ma il piano – che obbliga le aziende a partire entro il 30 novembre – punta anche ad un cambio di rotta sui canali di prenotazione. «L’esperienza del Cup telefonico andrà ad esaurimento – dice Saccardi – I cittadini d’ora in poi dovranno poter prenotare visite o esami appena usciti dalla stanza del medico di famiglia con la ricetta». E si potrà fissare una visita in farmacia, o attraverso web, app digitali e totem. Ma in via Alderotti sono convinti che aumentare l’offerta di per sé non basterebbe ad eliminare le inefficienze. Per questo d’ora in poi il sistema sanitario toscano si affiderà ad agende elettroniche unificate e «trasparenti».
Ma qual è la chiave di volta per cambiare passo? Dividere il grande ingorgo della richiesta di cure. Dunque, in una lista dovranno finire le prime visite, in un’altra quelle di controllo. Le visite ordinarie dovranno essere fissate all’interno del territorio del distretto, quelle più complesse nell’area vasta. Mai più odissee da Massa a Grosseto per una tac o una ecografia, quindi. Non tutti i tipi di prestazioni poi dovranno essere erogati in 15 giorni ma le “sette sorelle” sì, e cioè le visite specialistiche in cardiologia, oculistica, neurologia, dermatologia, ortopedica e otorinolaringoiatra.
C’è un però nel piano Rossi-Saccardi. Dice addio all’idea di esportare l’Open access in tutta la regione, il sistema con cui Carlo Tomassini, direttore di Cisanello e Santa Chiara, è riuscito a costruire una rete di ambulatori e specialisti che a Pisa e provincia garantisce già ogni anno 85mila visite ed esami ad un territorio con 250 mila abitanti in appena 72 ore; in un terzo dei casi la visita arriva a 24 ore dalla prenotazione. Su alcuni settori è riuscita a farlo Maria Teresa De Lauretis negli ospedali dell’Asl Toscana Nord ovest con eco addome e neurologia, e da due mesi a Siena sulle visite cardiologiche ma non in modo sistematico come a Pisa. Motivo? Ufficialmente non ovunque in Toscana c’è una rete di Misericordie e pubbliche assistenze così capillari da offrire ambulatori. La realtà è che Tomassini per ridurre i tempi di attesa non ha speso nulla, ha solo riorganizzato meglio orari, turni. Niente “extra”. Si fa con quel che c’è .

Fonte: Il Tirreno

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Una risposta a “Taglio alle liste di attesa, addio ai Cup: ora si prenota dal medico di famiglia

  1. Anche poter inserire il malato cronico in un percorso di cure seguito dallo stesso specialista sarebbe una conquista

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