Tagliati i distretti socio-sanitari. Maggiori poteri ai sindaci

Stefano Scaramelli, presidente commissione Sanità

Società della salute sempre più protagoniste della sanità di territorio, nelle fasi di pre e post ospedalizzazione, con i sindaci a capo della gestione socio­sanitaria e le Asl a servizio delle comunità. E’ la nuova e prossima scena disegnata dalla revisione dei distretti socio­sanitari, divenuta legge con l’ approvazione da parte del Consiglio regionale. Una zonizzazione che a partire dal 1 gennaio 2018 diverrà effettiva e porterà gli attuali 34 distretti a 26, saranno 3 nel Senese (Nord, Sud e Siena): ogni distretto avrà personale proprio e autonomia, nonché risorse regionali vincolate al territorio, si parla di 1,5­2 milioni di euro nell’ arco di 5 anni. «Il testo, frutto di condivisione del territorio e divenuto ora legge, permette ai sindaci di riappropriarsi non soltanto della programmazione e del governo, ma anche della gestione diretta dei servizi sui territori ­ il commento di Stefano Scaramelli, presidente commissione sanità in Regione ­ Il punto più rilevante è la scelta netta che si fa verso la Società della salute, prevedendo anche incentivi finanziari per le realtà che integreranno servizi pari ad un massimo di 450mila euro l’ anno per 5 anni. Data la portata della riorganizzazione ­ prosegue Scaramelli ­ per venire incontro alle amministrazioni che nei prossimi mesi andranno a rinnovo, abbiamo deciso di fissare al 1 gennaio 2018 la data in cui prenderà effettivamente il via il nuovo sistema. I sindaci avranno tempo 30 giorni per condividere tra di loro le modalità di gestione e, se condivideranno le scelte, vedranno una maggiorazione del 30% delle risorse a disposizione per erogare nuovi servizi per l’ assistenza domiciliare, gli ospedali di comunità e quindi per attività di prevenzione a favore di anziani, disabili, non autosufficienti. Ci tengo a sottolineare in breve anche gli altri punti principali della legge che sono: il venir meno del limite degli abitanti e quello dei Comuni per la definizione di ogni zona; la rappresentanza per le realtà periferiche; il quadro normativo certo per le risorse e per il personale delle Società della salute; il ruolo attivo delle Asp (Aziende servizi alla persona) e le nuove opportunità per il volontariato e per le consulte delle associazioni».

Fonte: La Nazione Siena

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