Tagli al personale, Rossi all’attacco di Roma

Il presidente toscano incalzato dai sindacati

Il governatore Enrico Rossi batte il pugno contro i tagli al personale di sanità. E torna ad attaccare Roma per le intromissioni sul governo della Regione. «Se c’è bisogno di assumere, vogliamo che si possa assumere». Il presidente interviene a due giorni dalla pubblicazione sul Corriere Fiorentino di un documento riservato in cui il Rischio clinico (il centro che si occupa di studiare e prevenire gli errori medici) ipotizzava una relazione tra le vittime della malasanità e i tagli di personale. Rossi ha spiegato che «è giusto che lo Stato non interferisca nell’autonomia regionale». Il governatore si riferisce alla finanziaria 2012 del governo Monti che impone alle Regioni di portare entro il 2020 la spesa del personale in sanità alla pari di quella del 2004, meno l’1,4 per cento. La Toscana contesta che questa norma sia illegittima perché una Regione a suo giudizio ha il dovere di arrivare al
pareggio di bilancio in sanità, ma decidendo in modo autonomo in quale settore tagliare; e che la legge finisca per sfavorire le Regioni che, come la Toscana, hanno una quota alta di sanità pubblica rispetto al privato. «Ho fatto
ricorso alla Corte costituzionale, contro questo dispositivo, perché nel momento in cui noi siamo in equilibrio di bilancio e riusciamo a garantire i livelli essenziali ai cittadini, il mondo con cui li garantiamo, secondo il titolo V (della Costituzione, ndr), sarebbero anche problemi nostri enon degli occhiuti vertici dello Stato», spiega Rossi.
Il governatore precisa poi che il rischio di un aumento degli errori medici a suo giudizio non sussista e che i tagli si possano comunque fare in modo e mirato senza così mettere in pericolo la qualità della sanità: «La Toscana le cose le sa fare sa tenere i conti in pareggio e sa affrontare anche i rischi». E conclude che la protesta contro Roma «non significa che non vogliamo combattere sprechi».

Fonte: Corriere Fiorentino

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