Svolta sulle visite specialistiche sarà più facile prenotare

Nell'Asl centro riduzione delle visi

Due percorsi distinti per semplificare la vita a chi deve prenotare una prestazione specialistica, offerta extra di visite ed esami per chi è costretto ad aspettare troppo. Dal primo di luglio nella Asl Toscana Centro (Firenze, Prato e Pistoia) parte una novità organizzativa per certi versi epocale, che ci si augura migliori le cose per gli utenti. Non solo dal punto di vista della riduzione delle liste di attesa ma anche da quello della semplificazione del processo di prenotazione. Si sta parlando di una mole di attività enorme, visto che il Cup aziendale gestisce qualcosa come 5 milioni di visite ed esami all’anno.Il cambiamento nasce dopo l’ultima delibera regionale dedicata appunto alle attese e basata anche sulle indicazioni del piano nazionale su questa materia. Il principio guida del lavoro che stanno svolgendo in direzione sanitaria e al Cup della Asl guidato da Leonardo Pasquini è la separazione tra le prime visite e quelle di controllo. I percorsi di chi non è mai stato visto dal servizio sanitario per una determinata patologia e quelli di chi invece viene seguito perché ha una patologia cronica o comunque un problema che richiede diverse prestazioni a distanza di tempo devono essere differenti.
Si stima che le prime visite rappresentino circa il 30% delle prestazioni specialistiche fornite dalla Asl. Ebbene, dal primo luglio il Cup (Centro unico di prenotazione) telefonico sarà dedicato soprattutto a queste prenotazioni. I medici di famiglia o specialisti che fanno la richiesta devono specificare nella ricetta elettronica che si tratta di una prima visita. A quel punto il cittadino telefona, o passa attraverso il sito internet dedicato (per ora http:// prenotafacile.ised.it/ poi più avanti il cosiddetto “Cup 2.0”) e fa la prenotazione. Se per caso non si rispettano i tempi massimi previsti nella ricetta in base alla priorità della prestazione (10 giorni, 30/60 giorni oppure 3 mesi) il call center attiva un percorso di prenotazione diverso, cioè va a cercare nelle strutture private di tutta la Asl quella che ha un posto nei tempi e lo propone all’utente.
Se la prenotazione della prima visita avviene invece presso uno sportello Cup sul territorio, ad esempio in farmacia o in un distretto Asl, la cosa è un po’ più complicata, perché il cittadino per il quale non si riesce a rispettare il tempo massimo di attesa deve tornare a casa e chiamare il Cup telefonico per accedere a una delle prestazioni extra. A quel punto converrebbe rivolgersi subito al call center ma evidentemente molte persone, magari anziane preferiscono avere di fronte un operatore in carne ed ossa. Per le visite di controllo il percorso è diverso. È il caso della visita, ad esempio cardiologica, alla fine della quale il medico ritiene necessario un nuovo
approfondimento dopo sei mesi. Oppure dei controlli periodici da fare per una patologia cronica. In quel caso se c’è la prescrizione dello specialista, dove appunto è scritto che si tratta di un controllo, il cittadino va al Cup dell’ospedale o dell’ambulatorio Asl dove lavora il medico e prenota. In questo caso si scoraggia dunque la chiamata al Cup telefonico, per semplificare le cose al paziente. In seconda istanza, è possibile anche rivolgersi al proprio medico di famiglia, se è nella lista di questi professionisti che hanno dato la disponibilità a fare le prenotazioni delle prestazioni sanitarie programmate. In realtà quelli che hanno aderito non sono ancora molti, come dimostrano le poche migliaia di prenotazioni partite l’anno scorso dagli studi di questi dottori.

Fonte: La Repubblica Firenze

(Visto 256 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *