«Sulla sanità pistoiese ombre preoccupanti e inaccettabili»

Al San Jacopo nuova tecnologia in 3d

Molte ombre, preoccupanti e inaccettabili, al punto da mettere in discussione il diritto all’universalità del servizio sanitario pubblico: questo il quadro dello stato di salute della Sanità pistoiese emerso dall’incontro fra le segreterie unitarie regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil, confederali, di categoria e del sindacato pensionati.«Le problematiche sono numerose – spiegano i sindacati – e a pagarne le spese sono soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Uno dei nodi critici è quello relativo alle liste di attesa, che in alcuni casi prevedono tempi davvero inaccettabili, sia quando superano i 12/24 mesi, sia quando viene risposto (per la diagnostica) che la “lista è chiusa e di riprovare a prendere l’appuntamento dopo qualche mese”».
Dito puntato anche contro i tempi troppo lunghi (fino a tre mesi) per le risposte di esami istologici e le attese di ore al pronto soccorso di Pistoia, legate a doppio filo al funzionamento giudicato ancora inadeguato del servizio di guardia medica, che potrebbe invece limitare gli arrivi dei casi più lievi.
«Oltre alla ormai strutturale carenza di personale (medici, infermieri, oss) nelle strutture ospedaliere – proseguono i sindacati – ci troviamo di fronte ad una vera e propria carenza di strutture e di servizi nel territorio (Rsa, letti di cure intermedie, mancanza di personale per assistenza domiciliare) ed un preoccupante ricorso alla prassi delle “dimissioni precoci”. Le Case della Salute sono insufficienti e alcune di quelle già esistenti non sono all’
altezza del compito loro assegnato».
Problematiche si riscontrano anche rispetto ai medici di medicina generale secondo i sindacati: «Le più rilevanti sono sicuramente la non immediata sostituzione in caso di pensionamento ed una disponibilità non sempre all’altezza dei bisogni degli assistiti».
Rispetto alla Montagna pistoiese c’è poi una questione aperta ormai da tempo: il ripristino del pronto soccorso «che dovrà essere affrontato in modo serio ed onesto dalla Regione», nonché i servizi territoriali che sono «nettamente insufficienti» per i bisogni della popolazione soprattutto anziana e con cronicità.
«Rimane inoltre non risolto – proseguono Cgil, Cisl e Uil- il problema di fornire risposte adeguate (che non ci sono) per gli interventi per le urgenze (infarti, ictus, parti prematuri)». Le segreterie unitarie, di fronte a tali criticità, hanno convenuto che sia necessario un impegno straordinario non solo nei confronti del governo nazionale e della Regione Toscana, ma anche sul territorio, coinvolgendo i sindaci «che sono, comunque, i primi responsabili della salute della popolazione. Troppo spesso avendo delegato ad altri (azienda sanitaria e SdS) molti servizi, non
svolgono a pieno il ruolo di controllo e pressione nei confronti sia dell’Asl che della Regione Toscana».

Fonte: Il Tirreno Pistoia

(Visto 41 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *