«Stop fusioni: Gruccia da rilanciare». Ospedale, la crociata del sindaco

Silvia Chiassai, Sindaco di Montevarchi

No all’integrazione tra i due ospedali del Valdarno aretino e fiorentino e via alla battaglia per far passare di grado il monoblocco della Gruccia, trasformandolo in presidio di 1° livello.
La prima cittadina di Montevarchi Silvia Chiassai interviene sul processo di riassetto della sanità di vallata dopo l’incontro di lunedì scorso tra le Conferenze dei Sindaci dei due versanti della valle con l’assessore regionale Stefania Saccardi e i due direttori generali delle Asl Toscana Centro e Toscana Sud Est, convocato proprio per fare il punto sul progetto che riguarda i due ospedali.

«In quella sede ho espresso nuovamente la mia contrarietà al percorso di integrazione ­ ha ribadito perché senza garanzie di risorse, personale e posti letto l’ unione potrà creare solo disservizi e problematiche. Pensare di spostare l’afflusso di utenti del Pronto Soccorso di Figline in quello della Gruccia, ad esempio, passando da 38 mila accessi l’anno a oltre 42 mila senza potenziare la struttura, sarebbe un autentico suicidio in quanto produrrebbe l’unico risultato di ingolfare ancor di più il reparto. Sul Serristori si dovrebbero concentrare, invece, gli interventi di chirurgia programmata.

Insomma, una riorganizzazione che non permetterebbe a nessuno dei due plessidi dare prestazioni davvero efficienti». Ribadisce la mancanza di accordo politico tra i suoi colleghi, Silvia Chiassaie «per questo motivo ­ dice ­ l’ unica proposta che la Regione avanza è integrare. Eppure uno dei nostri doveri principali è garantire il diritto alla salute e fare in modo che venga rispettato l’ articolo 32 della Costituzione. Per questo mi impegnerò al massimo per assicurare un futuro al nostro ospedale». E la sola via da percorrere, secondo l’amministratrice, è la trasformazione della Gruccia in presidio di 1° livello: «Dobbiamo rientrare in quella fascia affinché possano arrivare i fondi necessari a dare risposte adeguate ai bisogni. Mi farò portavoce di questa legittima rivendicazione e accolgo in maniera favorevole l’apertura dell’assessore Saccardi che si è detta disponibile ad appoggiare la richiesta al Ministero della Salute di una deroga alla classificazione, tenendo conto del bacino di utenza ben superiore a quello basato sul numero dei residenti, perché qui gravitano centinaia di persone legate a una serie di realtà turistiche, produttive e infrastrutturali importanti. Siamo in una zona cuscinetto e la divisione per aree vaste redatta a tavolino dall’ente toscano danneggia il monoblocco che fornisce servizi di qualità all’intera vallata». Una battaglia che il sindaco è disposta a combattere da sola anche se l’auspicio è che i suoi colleghi la appoggino nella convinzione che «le soluzioni siano possibili solo se c’è condivisione».

Fonte: La Nazione Arezzo

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