Stop aggressioni. Toscana, le Asl in prima linea per la sicurezza degli operatori sanitari

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Che siano telecamere a circuito chiuso, dispositivi di sicurezza, illuminazione adeguata, impianti di allarme o metal detector, sistemi di pronto intervento, le aziende sanitarie toscane dovranno attrezzarsi: la Toscana è in prima linea per la tutela della sicurezza degli operatori sanitari dal rischio di aggressioni. In anticipo rispetto alle disposizioni nazionali, la Toscana ha varato una serie di “misure antiviolenza” per le strutture sanitarie allo scopo di prevenire, contrastare fino a eliminare comportamenti aggressivi nei confronti di medici, infermieri e personale.

Attivare servizi adeguati di vigilanza nei Pronto Soccorso. Le Aziende e gli enti del Servizio sanitario dovranno quindi attivare servizi adeguati di vigilanza nei Pronto Soccorso regionali e in tutte le aree a maggior rischio. Al contempo, anche il settore Sicurezza sui luoghi di lavoro dell’assessorato attiverà azioni specifiche per assicurare maggiori livelli di sicurezza nelle strutture sanitarie così da tutelare operatori e utenti, a cominciare da una rilevazione dell’attuazione delle misure di prevenzione e contrasto che, attraverso le domande poste alle aziende, si chiederà se le strutture sanitarie sono in grado innanzitutto di gestire la prevenzione di atti di violenza, ma in caso questi si verificassero, se sono dotate di strutture e tecnologie adatte e se hanno misure organizzative. Sarà anche avviato un monitoraggio sull’andamento del fenomeno a livello regionale, e organizzata la promozione di adeguate misure di prevenzione e contrasto, prima fra tuttte la formazione e l’aggiornamento per management e operatori.

Fonte: Agenziaimpress

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