Sono ancora troppi gli interventi in strutture che lavorano poco

Andrea Vannucci, direttore Ars

Ancora troppi interventi in ospedali che lavorano poco. Le linee guida internazionali dicono che la chirurgia funziona meglio nei centri che hanno una casistica ampia. In Toscana ci sono alcuni poli di eccellenza, talvolta anche al di fuori dei tre policlinici, ma ancora troppo lavoro è svolto in ospedali medio piccoli. Questo va a scapito della qualità dell’ assistenza. I volumi di attività sono uno dei dati strettamente sanitari più interessanti della relazione dell’ Ars. Il ministero della Salute ormai tempo fa ha individuato con Agenas, l’ Agenzia sanitaria delle Regioni, per 7 tipi di intervento le soglie minime annue per assicurare una cura efficace. Ebbene, in Toscana il 59% delle operazione per il cancro alla mammella avvengono in centri che lavorano sotto la soglia. Un caso su cui di recente ci sono state polemiche è quello dell’ ospedale di Borgo San Lorenzo, dove si fanno meno di 50 operazioni all’ anno contro le 150 minime previste dalle linee guida. La chirurgia della mammella verrà così trasferita a Ponte a Niccheri, probabilmente dopo l’ estate, mentre saranno lasciate in Mugello tutte le attività precedenti e successive all’ operazione. Il 35% delle colicistectomie laparoscopice sono fatte da centri che lavorano poco, il 37% delle frattura femore, ben il 49% degli infarti, il 50% dei by pass, e il 26% dei parti. La rete degli ospedali e tutto il sistema hanno subito un cambiamento importante con la riforma delle Asl. «A fronte di questi processi la Toscana mantiene l’ efficienza sui tempi di intervento del sistema di emergenza. Il tempo tra chiamata e arrivo dell’ ambulanza è di 15 minuti, 3 minuti sotto il limite da garantire come Livello essenziale di assistenza, seconda solo a Liguria, Lombardia e P. A. Bolzano. Gli accessi al Pronto Soccorso nel 2016 sono stati 1 milione e 506mila, pari a 391 x1.000 abitanti (+0,7% rispetto al 2015)». Inoltre diminuiscono i ricoveri ospedalieri, nel 2016 sono stati 570mila, e il tasso di ospedalizzazione è tra i più bassi d’ Italia. Riguardo all’ assistenza territoriale, lo studio sottolinea come questa sia ancora disomogenea, nel senso che in alcune zone è peggiore. Questo tipo di attività è «garantita da medici di medicina generale e di continuità assistenziale. Le cronicità, per le quali esistono delle linee guida di presa in carico, sono il target principale. Ancora solo 4 malati cronici su 10 seguono correttamente le linee guida per la cura della propria malattia, diminuiscono però gli esiti di salute negativa». Per rispondere al problema dell’ assistenza non omogenea «è necessario rafforzare le attività di audit». Le Rsa ospitano 15 anziani ogni 1.000 residenti, quelli seguiti in assistenza domiciliare integrata sono 26 su 1.000, contro i 23 della media italiana.

Fonte: La Repubblica Firenze

(Visto 260 volte, 1 visite giornaliere)

Una risposta a “Sono ancora troppi gli interventi in strutture che lavorano poco

  1. Se le cose stanno così allora chiudetelo questo ospedale di bsl e non tenete in sofferenza permanente chi ci lavora con grande professionalità ed impegno. Un po’ di coraggio e non la solita vigliaccheria della politica del salame. Una fettina per volta. Vergogna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *