«Smettetela di prenderci in giro»

Dopo 10 anni di attesa, siglato il nuovo contratto

«Smettetela di prendere in giro noi e i nostri assistiti ricordandovi della montagna solo quando fa comodo. È evidente che nessuno di voi ha veramente interesse a far sì che in montagna si possa ancora vivere, coi servizi necessari dedicati a persone che, comunque, sono tra i contribuenti più fedeli».Sono duri i toni della lettera dei medici di famiglia della Montagna in cui si rivolgono al governatore della Toscana, all’assessore alla sanità, ai sindaci e ai direttori delle Asl. Fare il medico di famiglia in montagna è più faticoso che altrove. Senza incentivi o sgravi di spese, sostituire chi va in pensione sarà quasi impossibile.
A lanciare l’allarme sono i medici di medicina generale della montagna pistoiese: Ettore Dereviziis, Sandro Andreotti, Massimo Cantalini, Nilo Vivarelli, Silvia Belvedere, Patrizia Michelozzi, Federico Calvani, Stefano Ferrari e Stefano Brizzi che, in una lettera congiunta a istituzioni e Asl, accusano di «farsa delle politiche per la montagna».
«Quotidianamente si assiste a prese di posizione a favore di iniziative per valorizzare aspetti sì importanti, come il turismo, ma per i bisogni primari, i servizi essenziali per la sopravvivenza di intere fasce di cittadini in zone difficili, si continua a far finta di niente, a tutti i livelli, tranne poche eccezioni locali. I medici della montagna hanno in carico 15mila assistiti sparsi nel comprensorio da Marliana a Sambuca, vastissimo e impervio. Da decenni garantiscono assistenza quotidiana in condizioni climatiche difficili, in sedi fatiscenti e assistendo a
domicilio le fasce più deboli. Alcuni sono andati o andranno in pensione a breve e appare sempre più evidente che un ricambio è complicato, se non francamente impossibile».
Problema noto a livello nazionale ma: «In montagna assume dimensioni critiche – proseguono – A chi può venir voglia di andare a lavorare in territori difficili, con impegno costante nella giornata, accollandosi spese per la corretta gestione del lavoro che stanno divenendo insostenibili? Da anni cerchiamo di sensibilizzare politici e amministratori sulla necessità di offrire un giusto guadagno per un duro lavoro. Ma nessuno ha ascoltato la preoccupazione di chi, nel territorio, ci vive e lavora.
Anche l’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione di San Marcello, con il dottor Gori, funzionario della Regione, non ha sortito effetti. Non sono state corrisposte le indennità di zone disagiate 2017, parte integrante del nostro stipendio». L’unico, precisano i 9 medici: «Nessuno di noi svolge altri lavori privati».

Fonte: La Nazione Pistoia

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Una risposta a “«Smettetela di prenderci in giro»

  1. la sanità nelle zone dove rende, le aree urbane, è privatizzata o in via di privatizzazione, dove non è redditizia per i privati, aree periferiche e montagna, va eliminata. Quando saranno esaurite le ormai magre possibilità di compenso le persone insorgeranno,e sarà un bene, perché cambiamenti radicali di sistema si possono avere solo dopo una rottura traumatica. Grazie per il vostro prezioso lavoro. Mansueto Visani pensionato residente a Sambuca P.se , a lungo responsabile del servizio di rieducazione delle Afasie nell’Ospedale INRCA Fraticini e docente nella scuola per Terapisti della Riabilitazione dell’Università di Firenze.

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