Sindaci attorno a un tavolo per difendere gli ospedali

Matteo Mastrini, sindaco di Tresana

La mozione del sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, da portare all’approvazione dei consigli comunali lunigianesi a sostegno del potenziamento dei presidi ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli e dell’offerta sanitaria della Lunigiana, era stata presentata durante l’ultima assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana. Alla presenza del direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Teresa De Lauretis, la mozione era stata distribuita ai sindaci presenti, con il presidente della SdS Lunigiana, Riccardo Varese, che aveva proposto ed ottenuto che venisse creato un gruppo ristretto di sindaci per modificare la mozione, in modo da ottenere un risultato che sia il più possibile condiviso.
Il gruppo di lavoro, convocato presso la sede della SdS Lunigiana, si riunirà domani alle ore 16,30. «È un’apertura importante ­- afferma il sindaco di Tresana ­- perchè finora i sindaci non avevano potuto determinare nessuna scelta e nessun cambiamento positivo.
Nel tempo i territori hanno perso la possibilità di partecipare ai tavoli delle decisioni. Quando esisteva l’Asl 1 tutti i sindaci della Provincia potevano contribuire all’interno della Conferenza zonale, ma con la nascita dell’Asl Toscana Nord Ovest i centri decisionali si sono allontanati dal territorio. Per questo è sempre più importante il ruolo della Società della Salute, che, per i Comuni lunigianesi, rappresenta l’unico spazio di azione».
Al gruppo di lavoro parteciperanno i sindaci dei Comuni di Pontremoli, Fivizzano e Tresana, il cui sindaco, come accennato, è l’estensore della mozione in difesa e per il potenziamento degli ospedali lunigianesi: «L’ultimo momento di confronto vero è stato rappresentato dai Patti territoriali: dobbiamo essere onesti – prosegue Mastrini -­ e dire che dal punto di vista pratico hanno avuto un’ efficacia relativa, anche perchè sono stati, in parte, disattesi. Possiamo rinnovarli, ma dobbiamo pretendere garanzie perchè il rischio concreto è di perdere anche quel poco, a livello di offerta sanitaria, che è rimasto sul territorio. In altre realtà si sono raccolte le esigenze determinate dai bisogni degli utenti, ci sono ospedali che, pur non avendo i numeri, hanno mantenuto i servizi perchè la politica ha saputo determinare in positivo. Ormai lo schema è chiaro: attribuire un connotato negativo agli accessi per non riconoscere la qualità dei servizi. Si tratta di un’idea ampiamente smentita dai fatti, basti pensare che in altre Regioni, grazie ad un decreto del governatore, non sono stati chiusi i punti nascita con numeri sotto i 500 previsti dalla normativa. Occorre che tutti, parlamentari, consiglieri regionali e sindaci remino nella stessa direzione: solo così – conclude il primo cittadino di Tresana ­ potremo ottenere risultati positivi».

Fonte: Il Tirreno Massa-Carrara

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