Silenzio imbarazzato dell’Asl dopo gli impegni “traditi”

Futuro più solido per il centro di Villamarina

C’è un silenzio assordante. E la dice lunga dell’imbarazzo nel quartier generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest. La chiusura del Punto nascita di Villamarina, come anticipato dal Tirreno, trova conferme, ma nessuno che si prenda la responsabilità di spiegare cosa accadrà dal 21 giugno. È questa la data in cui tutto precipiterà. Il giorno che è stato indicato nella riunione del 17 giugno tra i vari dirigenti che seguono l’operazione. Salvo novità dal cilindro, da dopodomani il reparto di Piombino cesserà di fatto la sua attività, almeno nelle sue funzioni principali, da trasferire al nosocomio di Cecina, con cui condivide il progetto di ospedale unico.Una doccia gelata. Tutti sembrano cadere dal pero. I sindacati, tenuti fuori dalla riorganizzazione. La politica, al di là di ruoli e responsabilità presenti e del passato, che si dice sorpresa. Di fatto, l’Azienda sanitaria sembra essersi mossa come un elefante in una cristalleria. Il passo sarebbe il frutto di una decisione obbligata. Con un solo ginecologo è impossibile garantire turni e standard minimi per un servizi in sicurezza.
Ma questa è solo una contingenza. Che dire di uno dei requisiti strutturali: la sala parto dovrebbe essere attigua a quella operatoria. Metti tutto in fila e la voce che sia una modalità temporanea per superare l’estate diventa poco credibile.
Come rileggere le parole del direttore generale dell’Asl Toscana Nord ovest Maria Letizia Casani piovute su Piombino nel pieno della campagna elettorale per le amministrative? Era il 5 giugno. Per garantire la continuità del servizio assicurava che «il direttore sanitario ha già inviato a tutti i primari ginecologi dell’Asl Nord ovest una richiesta di collaborazione. E comunque metteremo in atto tutte le azioni possibili, anche straordinarie, per reperire i medici necessari a garantire il funzionamento del reparto».
Insomma, la chiusura troverebbe le sue ragioni nella semiparalisi del reparto per la carenza delle necessarie figure
professionali. E questo avrebbe fatto precipitare la decisione della chiusura, già paventata da vent’anni per la
scarsità di nascite. Ogni volta scongiurata con deroghe ministeriali.
Fonti qualificate dicono di contatti serrati tra i vertici dell’Azienda sanitaria e la Regione Toscana per sbrogliare la matassa e mantenere aperto il Punto nascita. Ma si tratta di una strada in salita se ci si è spinti a progettare le modalità di chiusura del reparto. Difficilmente si può spiegare gli eventi solo con la difficoltà a reperire personale.
A chi chiede ragione di ciò che è stato costruito in quattro lustri per garantire la possibilità di nascere a Villamarina questo non può bastare.

Fonte: Il Tirreno Elba-Piombino

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