Sicurezza notturna da garantire. L’appello dei medici di guardia

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Lo gridano da tempo anche dalle nostre parti, i medici di guardia, che la loro sicurezza notturna non è per niente garantita, soprattutto per le donne e soprattutto quando la postazione di guardia medica è appartata. Il recente episodio di Catania, dove una dottoressa ha addirittura subito uno stupro, ha riacceso i riflettori su un problema la cui soluzione è stata, finora, affidata alla buona sorte e al fai da te. «E’ una situazione più difficile di quello che può sembrare osservata dall’ esterno ­ spiega il dottor Piero Ciofi – Raramente le postazioni dispongono di «filtri» adeguati, che consentano al medico in servizio una valutazione del rischio potenziale che può essere rappresentato da sconosciuti che si presentano alla porta. Io stesso mi sono trovato in situazioni problematiche e non è mai stato facile uscirne senza danni: ancora più difficile e pericoloso può essere per le colleghe donne, che non possono sempre chiedere a familiari e amici di stare con loro durante il servizio notturno. Anche filtri come robuste vetrate o videocitofoni, non offrono grandi garanzie, perché è difficile capire a distanza se ciò che lo sconosciuto lamenta è un problema reale, o un pretesto per farsi aprire la porta». Una soluzione potrebbe essere l’ adattamento a questa particolare situazione, di una tecnologia già in uso per il soccorso individuale agli anziani. «Si tratta di piccoli apparecchi elettronici simili a quello che uno spot pubblicitario di una quindicina di anni fa chiamava «Salvalavita» spiega il dottor Ciofi ­ In caso di emergenza, basta schiacciare un bottone e si collegano automaticamente con uno dei numeri telefonici che hanno in memoria: si potrebbero collegare con il 112 e il 113 con una semplice convenzione con Questure e Prefetture e per i medici di guardia sarebbero un valido elemento di sicurezza. E non c’ è nemmeno bisogno di dotare ogni medico del suo apparecchio personale, perché ne basterebbe uno fisso in ogni postazione. Gli apparecchi di un tempo costavano molto, ma con il progredire della tecnologia si è migliorato non solo il funzionamento, ma anche l’ accessibilità e gli apparecchi di oggi non costano più di 60 euro. Con un investimento di neppure 1000 euro, la nostra Asl potrebbe dotare ogni postazione di guardia medica di un efficace strumento di sicurezza».

Fonte: La Nazione Siena

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