«Siamo al collasso. Pronto Soccorso: mancano pure le barelle»

A Pisa lavori importanti in vista

Una super affluenza, soprattutto a inizio settimana, tanto da far arrivare la neodirettrice generale Briani, come spiegano i sindacati. Pronto soccorso di Pisa preso d’assalto più che mai nei giorni scorsi. «Una situazione assai preoccupante – afferma Leonardo Fagiolini (Cgil) – oramai è diventata quotidianità: un carico assistenziale senza pari, non solo per le cure in emergenza, ma sopratutto una volta che i pazienti sono stati visitati e destinati, per accudire quelli in attesa che si liberi il posto letto, nel reparto di degenza assegnato». I numeri ricostruiti: lunedì alle 7 «34 osservazioni brevi e 22 destini (persone in barella che aspettano un posto letto, ndr), nel pomeriggio in sala di attesa, 52 pazienti e 42 che erano in visita e i malati che aspettavano un posto letto non erano diminuiti». Martedì: «alle 7, c’erano 36 pazienti in barella in attesa di posto letto e 23 osservazioni brevi».
Nella notte di martedì, «un infermiere si è trovato a gestire anche 9 box per un totale di 27 pazienti». Il problema vero è che «non essendoci letti sufficienti per ricoverare i pazienti, all’interno del PS si crea un vero reparto aggiuntivo di barelle che rende impossibile la gestione veramente sicura, e lascia sgomenti i cittadini che si trovano in una situazione incivile sul piano alberghiero». Mancano anche le barelle. «Tra un po’ gli infermieri saranno costretti a mettere i materassi in terra». Una situazione che «ricade su operatori, medici e infermieri e oss». Fagiolini aggiunge: «Non vediamo altra soluzione che la messa a disposizione di letti per il P.S, ma c’è bisogno di personale». Daniele Carbocci (Nursind) parla di circa «25-30 destini ogni giorno» e di una settimana caldissima tanto da richiamare l’ attenzione della direzione. «Dopo la visita della dg Briani, è stato deciso di prolungare di un altro mese la presenza di infermieri internali».
Niente assunzioni in questo periodo. Perché «non hanno graduatorie da cui attingere, non è neppure colpa loro. A novembre 2018, è stato fatto un bando per incarico a tempo determinato per personale infermieristico: ad oggi non è ancora uscita la graduatoria. E nuovi posti letto presuppongono nuovo personale». Nicola Lunetti (Nursing up) focalizza: «La mancanza di posti letto nei reparti che devono assorbire i destini del ps fa sì che in alcuni momenti il ps sia così intasato da diventare un reparto, dove il personale deve affrontare tutte le criticità compresa quella alberghiera. E anche la diagnostica non riesce ad assorbire l’afflusso. Il bacino dell’utenza è ampio, con Pegaso che arriva da ogni parte».
Proprio ieri si è tenuto lo sciopero proclamato da Fsi-usae e Cobas Pi Sanità. «Proseguiremo con altre azioni di lotta e di confronto per indurre il management dell’ospedale a rivalutare la propria posizione sulla discussione per le assunzioni», affermano Renata Tomei (Fsi-Usae) e G. Battista Marranchelli (Cobas PI Sanità).

Fonte: La Nazione Pisa

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