Sì Toscana a sinistra: “Aborti a pagamento”. Il sindacato medico non ci sta

sib6218

Il caso della donna morta a seguito del parto a Catania, provoca clamore anche in Toscana. I consiglieri regionali di Sì – Toscana a sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, partono all’attacco.Dalle colonne del Tirreno denunciano che negli fiorentini e “in altre strutture della Toscana” è possibile scegliere il chirurgo per l’aborto, pagando una somma che va da 800 a 1500 euro.
“L’interruzione volontaria di gravidanza è garantita negli ospedali a tutte le donne, ma è odioso fare cassa sulla pelle delle donne”, affermano i due consiglieri, che poi puntano di nuovo il dito contro l’intramoenia. Un sistema per loro da abbattere, che in determinate situazioni, come per le interruzioni di gravidanza, diventa “una possibilità consentita solo a una parte delle pazienti: quelle più benestanti. Alle altre, la scelta del chirurgo di fiducia è negata”.
Una polemica sulla quale interviene il Segretario regionale dell’Anaao Assomed, Flavio Civitelli: “Brutta strumentalizzazione politica di un percorso estremamente sensibile la polemica aperta dai consiglieri Sarti e Fattori. Avere una disponibilità economica per permettersi di scegliere un medico di fiducia a fronte di un diritto, comunque garantito dal sistema a tutte le donne con un accesso equo, non è censurabile. Ancora meno comprensibile la lotta di classe contro i medici (ovviamente solo ospedalieri) unici professionisti a cui si vorrebbe impedire di sviluppare il proprio lavoro per decreto. Neanche nella Germania est. Libera scelta del medico in ospedale: gratis per tutti o vietata a tutti. Salvo i soliti noti che appartengono, di regime in regime, alla solita casta arruffapopolo a cui tutto deve essere garantito”.

(Visto 163 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *