«Servono più specialisti sul territorio, situazione ingestibile»

dottori

Filippo La Marca, presidente del Tribunale dei diritti del malato, da anni si batte per ottenere il miglioramento del sevizio dei pediatri di famiglia.«C’è un problema che riguarda l’interpretazione della convenzione che regola il rapporto tra i pediatri e gli utenti.
La convenzione prevede che in scienza e coscienza decidano se andare o meno a domicilio. La stragrande maggioranza decide di non andare mai al domicilio dei piccoli pazienti. Per questo motivo i genitori sono
costretti a portare i figli al pronto soccorso in situazioni particolari. Nel nostro caso abbiamo un bambino autistico, che ha già un carico di problemi rilevante rispetto agli altri. Quando si manifesta la sindrome influenzale in un bambino affetto da autismo, c’ è bisogno di un’attenzione particolare. La sensibilità del
medico dovrebbe indurlo a venire incontro alle esigenze manifestate dalla sua famiglia, già provata da tale situazione».
Sempre La Marca osserva: «I pediatri di famiglia percepiscono retribuzioni notevolmente superiori a quelle dei colleghi ospedalieri, che solitamente si vedono arrivare in ospedale anche casi che potrebbero essere invece risolti a casa». Aggiunge La Marca un altro dettaglio: «I pediatri di famiglia hanno in carico circa 1000 bambini ciascuno. Una mole di pazienti abnorme, che comporta un calcolo degli stipendi al rialzo:
insomma più bimbi hanno più guadagnano». A fronte di questo, resta irrisolto il problema della disponibilità numerica dei pediatri. «La zona di Livorno infatti dovrebbe essere classificata come carente per scarsità di specialisti pediatri di libera scelta. Di conseguenza, se così fosse, sarebbe aumentato il numero di tali  specialisti, migliorando il servizio nel suo complesso. Perciò il Tribunale dei diritti del Malato  sollecita, ancora una volta, i vertici della Usl a reclutare più pediatri di libera scelta. Due anni fa  poteva essere dichiarato ufficialmente questo stato di necessità, invece non fu fatto per la disponibilità  dei pediatri in servizio a gestire più pazienti, fino a raggiungere il massimale».

Fonte: La Nazione Livorno

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