«Servizi sanitari adeguati alle esigenze»

Nell'Asl centro riduzione delle visi

Servizi per l’emergenza urgenza già oggi adeguati al territorio montano e tempi di intervento rispettati. Questa è, in sintesi, la risposta del direttore generale della Ausl Toscana centro, Paolo Morello Marchese, alle richieste avanzate dal Crest (Comitato regionale sanità Toscana) e dal coordinamento «Vogliamoilprontosoccorso», sia con le 8145 firme per il ripristino di un pronto soccorso a San Marcello (consegnate nel maggio 2017 all’assessore regionale Saccardi), sia con una lettera di raffronto fra l’ospedale (dotato di pronto soccorso) di Abbadia San Salvatore e il Piot Pacini.Il Crest, per ottenere risposte che tardavano ad arrivare, si era rivolto, qualche mese fa, al difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, al cui sollecito è seguita, il 1 febbraio, la lettera del direttore generale della Ausl. Il quale, nel suo scritto, snocciola diversi numeri. A partire dai circa 600-700 interventi l’anno dell’automedica di San Marcello, meno di un terzo con priorità elevata, con tempi nel «range» previsto dalle linee guida e un indice di utilizzo di poco superiore al 10%.
«Vale a dire – scrive Morello – che per il 90% circa delle 24 ore il mezzo di soccorso rimane in attesa della chiamata». Riferisce di variazioni stagionali poco significative, ricordando poi che all’ Abetone è previsto un ulteriore Punto di primo soccorso (Pps) con medico 118 operativo su 12 ore per tutta la stagione sciistica, quando è potenziata inoltre la copertura della guardia ortopedica a San Marcello.
Anche per il Pps del «Pacini», Morello evidenzia «volumi di attività molto limitati», con circa 5mila accessi l’anno (14 nelle 24 ore di media) e un numero di codici rossi che supera di poco la decina nel 12 mesi, oltre a tempi di attesa fra i più bassi dell’azienda.
Spiega che la grande maggioranza dei pazienti afferisce al Piot per «patologia minore», mentre la «patologia severa e tempo-correlata (ictus, infarto miocardico, trauma maggiore, urgenze chirurgiche ) che si verifica nella zona, viene centralizzata direttamente all’ospedale di Pistoia o vi giunge per trasferimento dopo un rapido inquadramento e stabilizzazione clinica al Piot», in linea col concetto di «rete» proposto dalla Regione.
«La distanza dal pronto soccorso di Pistoia e la disponibilità h24 dell’elisoccorso – conclude quindi Morello – rendono sufficientemente rapido ed efficace questo percorso anche in relazione a quanto prevede il decreto Balduzzi». Nella lettera si precisa anche che proprio il basso indice di utilizzo dell’automedica, autorizza l’ impiego del suo personale medico nel Pps del «Pacini», dove la continuità è garantita anche dal personale del presidio in caso di uscita del medico 118.

Fonte: La Nazione Pistoia

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