Senologia raddoppia e il primario rimane

Il primario di Senologia che ha elevato Livorno a eccellenza

Il pericolo per la sanità livornese sembra scampato. Donato Casella resterà saldo alla guida della senologia di viale Alfieri. Non solo: a Livorno avrà sede la Breast Unit aziendale, una unità complessa di chirurgia senologica, che sarà lo sviluppo dell’attuale struttura fondata appena un anno e mezzo fa dal nulla e diventata già centro di eccellenza in Toscana.Il nostro ospedale insomma non si indebolisce, ma diventa invece il quartier generale per l’Asl della Toscana Nord Ovest della chirurgia mammaria, sia maligna che benigna. A stoppare il rischio di un arretramento (con la fuga a gambe levate di Casella) è l’assessore regionale alla sanità Stefania  Saccardi.
Che dà due buone notizie anche per Cecina: 1) l’attuale unità operativa complessa di chirurgia resterà tale e quale ad ora; 2) l’ospedale rosa, dedicato alla donna, pensato dai direttori dell’Asl Teresa De Lauretis e Mauro Maccari si farà, puntando sull’attività del reparto di ginecologia guidato da Andrea Antonelli, sulla parte ricostruttiva della mammella che lo stesso Casella potrà effettuare a Cecina come scritto nei piani dell’azienda, e su un rafforzamento del polo materno infantile.
Per Livorno (e il territorio provinciale) è una vittoria. Alla Saccardi va il merito di aver riconosciuto l’importanza di un progetto ­quello della senologia, fortemente voluto dalla De Lauretis, che ha
rappresentato una svolta nella sanità pubblica livornese e di aver deciso di sostenerlo ma senza
depauperare altro (in particolare la chirurgia cecinese).
Livorno sede della senologia dell’Asl. «Vogliamo che nell’Asl Toscana Nord Ovest ci sia una struttura capace e autorevole per affrontare le problematiche benigne e maligne della mammella e lo vogliamo così tanto che secondo noi vale la pena di andare oltre alcuni formalismi che le norme
impongono ­ spiega l’assessore al Tirreno.
Sappiamo che la Breast Unit di Livorno ha avuto una crescita straordinaria e abbiamo tutta l’intenzione di mantenere questo valore dentro l’ ospedale di Livorno, anche attraverso la creazione di una struttura complessa di chirurgia senologica che abbia sede dove c’ è la Breast Unit. Ci assumiamo noi, come Regione, la responsabilità di farla», garantisce la Saccardi.
Chi la guiderà? «Casella rappresenta un valore per l’ ospedale di Livorno, ma noi come Regione
diciamo che lì si deve fare la struttura complessa. Poi chi avrà i titoli, vincerà», continua Saccardi,
smarcandosi correttamente dalla nomina ­ che avviene tramite concorso­, e allo stesso tempo
riconoscendo i meriti del chirurgo fiorentino.
Nessuna guerra con Pisa. La vicinanza con Cisanello secondo l’assessore non è un ostacolo allo sviluppo della senologia livornese. Né c’è secondo la Saccardi un problema di concorrenza, neanche davanti ai 370 interventi effettuati l’anno scorso da Casella e dalla sua equipe: «Pisa da sola non può rispondere a tutti i bisogni di tutta l’ area vasta», riflette l’ assessore.
Ospedale rosa a Cecina. La nuova struttura guidata da Casella potrò avere proiezioni su altri presidi ospedalieri: «Potrà fare ugualmente la parte ricostruttiva e altri interventi a Cecina in virtù della disponibilità delle sale operatorie ­- spiega Saccardi ­-. Qui ribadisco l’idea sostenuta anche dal sindaco Samuele Lippi di un centro salute per la donna, con la presenza di un ottimo chirurgo ginecologo e il rafforzamento del polo materno infantile. A Cecina resterà l’unità complessa di chirurgia generale».

Fonte: Il Tirreno Livorno

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