«Sanità, si privilegiano ancora i privati»

Oculistica salva a Volterra

Nè conferme ma neanche smentite: l’ ipotesi di fare dell’ ospedale di Volterra il polo d’ area vasta su cui concentrare gli interventi chirurgici minori ­ rischio, di norma, basso, una sola notte di degenza ­ continua ad aleggiare. Oggi, a mettere le mani avanti sono le liste civiche. Comune dei cittadini (Campiglia), Assemblea popolare (Suvereto), Un’ altra Piombino e Assemblea sanvincenzina intervengono con una nota congiunta. Il prologo è poco edificante ed è scandito dagli articoli pubblicati sulla nostra cronaca anche negli ultimi giorni: pazienti oncologici che pagano i viaggi verso terapie salvavita, infartuati che non possono accedere alla rivascolarizzazione coronarica nei tempi previsti dai protocolli, trasferimenti come odissee quando manca il personale addetto. E ora, appunto, l’ ipotesi che i piccoli interventi siano dirottati a Volterra. Se confermato, all’ormai ordinario pellegrinaggio a cui i cittadini della Val di Cornia devono sottoporsi per avere prestazioni sanitarie adeguate, con costi e sacrifici sempre più spesso insostenibili, si aggiungerebbero i viaggi per i trattamenti semplici. «Cioè, gli unici residui promessi alle periferie», per dirla con le liste civiche. Che ricordano l’ accorpamento delle Asl, il conseguente impoverimento degli ospedali minori e la concentrazione delle risorse nei grandi centri. «Ora­ affermano si vogliono costringere i cittadini a spostarsi anche per le prestazioni più semplici, questa volta verso un nosocomio distante quasi 100 km e con una strada pessima. Fra l’ altro le prenotazioni dovranno passare attraverso i reparti, con ovvie lunghe liste di attesa». La convinzione è che si apra la corsia privilegiata ai privati, considerando anche i ticket, in Toscana tra i più alti, liste e disagi. «Le politiche del governo centrale, a guida Pd, e regionale, a guida Pd, prosegue la nota ­ stanno trasformando il diritto alla salute in un privilegio per pochi. I principi di equità e di universalità sono un ricordo. Se abiti in Val di Cornia devi affrontare disagi, spese e umiliazioni che i cittadini dei grandi centri non hanno. Noi dobbiamo pagare per accedere alle radioterapie, e in caso di infarto, non abbiamo le stesse garanzie degli altri. Oppure di notte dobbiamo essere trasferiti a Livorno per urgenze che potrebbero avere una risposta qua». L’ esame delle criticità prosegue con i servizi sempre meno accessibili, le attese surreali, il rapporto più basso tra operatori e popolazione e percentuale più bassa di posti letto di tutta l’ Asl, difficoltà di accesso ai ricoveri, dimissioni veloci che scaricano sulle famiglie il peso dell’ assistenza, prestazioni ambulatoriali minime, spostamenti notturni verso Livorno, mancanza di posti letto per le cure intermedie, un pronto soccorso inadeguato su cui si riversano tutte le criticità di un sistema di protezione insufficiente, due postazioni di ambulanza medicalizzata, per un bacino di utenza di oltre 50 mila persone, che si riducono a una sola in caso di partenza per gravi emergenze. «Gli amministratori locali ­ chiudono le liste ­ continuano a parlare di valorizzazione dei servizi che invece continuano a perdere pezzi. La “rete tra Val di Cornia e Val di Cecina”, non esiste: abbiamo due debolezze, Cecina e Piombino, che galleggiano in una sorta di limbo dal futuro incerto. Si stanno “contendendo” i primariati e i servizi, in una lotta per aggiudicarsi le briciole delle risorse dirottate su altre zone, evidentemente più forti politicamente, come Prato e Massa».

Fonte: Il Tirreno Piombino

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