Sanità, Rossi silura la super manager

Fine corsa per il dirrettore del Dipartimento alla salute

Licenziata in tronco. E’ un finale con i fuochi d’artificio la rottura improvvisa del rapporto fra il governatore Rossi e il direttore dell’assessorato regionale alla Salute, Monica Calamai, uno dei manager della sanità su cui il presidente toscano più aveva investito, nel corso degli anni. A lei era stata affidata la guida dell’Asl di Livorno, poi quella di Arezzo, poi della corazzata ospedaliero universitaria di Careggi. Con atterraggio, infine, da poco più di un anno, al vertice della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione. Dove, fra mille turbolenze, era riuscita – almeno in parte – a comprimere i conti della spesa farmaceutica finita fuori controllo nel 2017.Il contratto è stracciato, anche se manca il decreto che sarà scritto oggi anche nella speranza che ci sia una risoluzione consensuale. Con il licenziamento arrivano anche le spiegazioni di Enrico Rossi: «Da tempo si susseguono notizie e voci relative alla volontà della dottoressa Calamai di cessare il proprio rapporto di lavoro con la Regione per accettare nuovi incarichi in altri enti fuori dalla Toscana», dice il presidente.
E su questo punto ci siamo. Perché effettivamente Calamai ha risposto (insieme ad altri circa 75 manager) all’avviso pubblico di selezione per direttore generale delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie del Lazio, dove
aveva incontrato anche l’assessore alla Salute Antonio D’Amato che aveva catalogato il suo profilo fra quelli in position. Calamai ci aveva provato anche in Umbria, sbagliando però modulo e quindi ritrovandosi esclusa in partenza.
«Il rincorrersi delle notizie, nonostante le smentite, ha determinato una situazione di incertezza e ha minato l’ autorevolezza e affidabilità degli atti e delle strategie della direzione del dipartimento nei confronti di tutti gli attori della sanità toscana», spiega Rossi. Il quale sarebbe stato particolarmente infastidito nel ricevere domande riguardo al profilo della manager da parte del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Insomma, le voci avrebbero minato il rapporto di fiducia con Rossi che si sarebbe sentito tradito dal comportamento del direttore dell’assessorato, a caccia di un nuovo ruolo con l’ormai imminente chiusura dell’era Rossi in Toscana.
E poi il carattere particolarmente acceso di Calamai che, secondo alcuni, avrebbe determinato la fuga dalla direzione regionale di quasi tutto il suo team. «La stabilità in un ruolo così delicato – conclude Rossi – è garanzia di governabilità del sistema. Sono dispiaciuto, ma ritengo di aver fatto ciò che è nei miei doveri e nelle mie competenze». Al posto della Calamai, oggi arriverà Carlo Tomassini, una delle personalità più autorevoli della dirigenza sanitaria toscana.

Fonte: La Nazione Siena

(Visto 174 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *