Sanità pubblica. I comitati scendono di nuovo in piazza

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

I comitati scendono in piazza per la sanità pubblica. Sono due le date cerchiate sul calendario: la prima, in via di definizione, lunedì 20 marzo a Carrara in piazza Sacco e Vanzetti, la seconda invece venerdì 7 aprile a Firenze per una manifestazione di carattere regionale contro la privatizzazione e la commercializzazione della salute. E’ questa la decisione emersa durante l’ assemblea organizzata dal comitato Salute Pubblica Massa Carrara e dal comitato Pronto Soccorso e Urgenza Carrara. Non molti i presenti all’ incontro, complice l’ orario non certamente dei migliori (il pomeriggio alle 17), ma tra il pubblico non sono mancati i politici, da Lanmarco Laquidara a Claudia Bienaimè, fino al candidato sindaco dei Cinque stelle Francesco De Pasquale. Ad aprire l’incontro la sintesi del docufilm “La Mani sulla sanità: La rivolta” (regia di Giuliano Bugani) che racconta, attraverso testimonianze e interventi, i problemi della sanità pubblica di varie regioni italiane, cominciando dai tagli alle spese e dalla chiusura degli ospedali. Poi la parola è passata ai rappresentanti dei comitati organizzatori a spiegare le questioni che hanno portato alla scelta di scendere in piazza. «Mettete al primo posto la sanità: se non c’ è salute non si può parlare nemmeno di lavoro, cultura e sport». Sono state queste le parole di Paolo Biagini (presidente comitato Pronto Soccorso e Urgenza Carrara) rivolte ai politici presenti in sala, ma non solo, dopo aver ripercorso le tappe degli ultimi mesi del lavoro del comitato, a partire dagli incontri dell’ estate dell’ anno scorso con la dirigenza Asl, fino a quelli più recenti (novembre, gennaio e febbraio). Sul tavolo gli argomenti più dibattuti sulla sanità apuana di questi ultimi mesi: l’ apertura di un punto di primo soccorso, una casa della salute di tipo complesso aperta 24 ore su 24, il trasferimento di senologia a cui il comitato è contrario e l’ ordine del giorno votato all’ unanimità dal consiglio comunale di Carrara a fine ottobre scorso di 13 punti sulla sanità locale. Risonanza magnetica ferma nel vecchio ospedale di Massa, assistenza domiciliare integrata, trasferimento Scuola infermieri a Carrara, aumento del personale con apertura di 12 ore a Radiologia, Case della Salute a Carrara e ad Avenza, Rsa di Fossone, questi alcuni dei 13 punti, di cui, fanno sapere dal comitato, non si sa però ancora nulla. Una protesta però che non interessa soltanto Carrara, ma coinvolge tutta la provincia. «Noi non volevamo l’ ospedale unico ­ il commento di Marco Lenzoni membro del comitato Salute Pubblica Massa Carrara ­ ma adesso ci troviamo a lottare per farlo funzionare. Ci sono stato personalmente due, tre volte fortunatamente per nulla di grave e ho perso una giornata intera». «L’ arma migliore ­ ha proseguito Lenzoni ­ per ottenere i nostri diritti è quella della mobilitazione civica, l’ unica maniera efficace per portare l’ attenzione dei cittadini sulla sanità territoriale». Una mobilitazione, quella proposta, «per un problema che riguarda l’ intera provincia» e a cui Lenzoni ha esteso l’ invito anche al mondo della politica: «unitevi fin da oggi alla mobilitazione». «Basta discutere con chi non vuole ascoltare», come detto da Giuseppe Ricci (ex direttore generale Asl Arezzo e membro del Comitato regionale contro la riforma sulla privatizzazione sanitaria) durante il suo intervento, e quindi la scelta di scendere in piazza invitando a partecipare tutti i comitati e i cittadini. Prima lunedì 20 marzo (orario da definire nei prossimi giorni) per il presidio in piazza Sacco e Vanzetti a Carrara, e poi venerdì 7 aprile a Firenze, contro la privatizzazione della sanità e la commercializzazione della salute.

Fonte: Il Tirreno Carrara

(Visto 75 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *