Sanità, ora protestano i pazienti. «Qual è il progetto toscano?»

Dopo l’affondo di 11 sigle sindacali mediche, ora anche i rappresentanti dei cittadini negli organismi di partecipazione sanitaria attaccano la Regione per i tagli sul personale. La finanziaria Monti del 2012 impone alle Regioni un tetto sulla spesa del personale della sanità da raggiungere entro il 2020. Così, la Toscana dovrà tagliare in tre anni circa 45 milioni di euro in stipendi dal bilancio.Una scure contro cui gli organismi di partecipazione nominati recentemente proprio dalla Regione per raccogliere il parere di medici, operatori e cittadini sulla qualità dell’offerta sanitaria ­- si schierano, allargando però lo sguardo a tutti i problemi sorti negli ultimi anni nei servizi ospedalieri, compreso il radicale taglio di posti letto operato negli ultimi anni.
A firmare il documento sono 48 membri degli organismi: «Esprimiamo la nostra grande preoccupazione per le conseguenze che i tagli paventati potrebbero avere sulla cittadinanza toscana in termini di assistenza e cura ­
scrivono ­ Si parla in particolare di considerevoli tagli al personale sanitario, pur essendo in presenza di una carenza di personale dedito all’assistenza dei pazienti.
Né deve essere sottovalutato l’allarme di una prossima forte riduzione dei medici di medicina generale (i medici di famiglia, ndr ) che, causa pensionamento non bilanciato da un adeguato turn­over, potrebbe portare ad una inevitabile crisi della medicina territoriale che andrebbe invece rilanciata».
«In Toscana già nel 2004 si è iniziato a parlare della necessità di ridurre sia i posti letto sia il personale
sanitario ­ proseguono ­ Dal 2015 vi è stata una progressiva diminuzione delle giornate di degenza,
ormai ridotte in modo drastico. A questo proposito sarebbe importante un’ analisi approfondita dei
rientri dei pazienti entro 30 giorni dalla dimissione, specificandone le cause». E ancora: «La Toscana si
è finora sempre distinta per la scelta di privilegiare il pubblico, considerata a ragione una scelta etica e
sociale. Oggi purtroppo ci chiediamo quale sia il progetto che si ha in mente. Vorremmo anche mettere
l’ accento sul ritardo e sulla mancata realizzazione di progetti inerenti l’ implementazione dell’
assistenza territoriale». Secondo i 48 firmatari la Toscana dal 2004 ha iniziato una politica di tagli. Così
«oggi vengono denunciate carenze di posti letto, con i pronto soccorso talvolta intasati all’ inverosimile».
Per i membri degli organismi di partecipazione, la Toscana si trova a fare «una cura dimagrante che il
nostro sistema ha già fatto». «La Regione guida spericolatamente la sanità verso il precipizio ­
commenta il deputato di Forza Italia, Stefano Mugnai ­ Il nostro sistema era un’ eccellenza, restano le
macerie».
Sulle alcune delle obiezioni sollevate la Regione ha una ricetta precisa, su altre invece naviga a vista. Il
taglio dei posti letto in alcuni ospedali sarà corretto: ad esempio a Prato c’ è già il progetto per l’
ampliamento del nuovo ospedale, mentre da Ponte a Niccheri spingono per nuovi reparti di degenza.
Quanto ai medici di famiglia, proprio ieri l’ assessore regionale Stefania Saccardi ha anticipato che tra
pochi giorni, con il direttore generale Monica Calamai, annuncerà un piano per aumentare le borse di
studio per l’ accesso ai corsi di formazione in medicina generale. Il rafforzamento della sanità territoriale
(che serve anche ad alleggerire gli ospedali dai casi meno gravi) è una ferita scoperta, ma sarà al
centro delle trattative sul programma di fine mandato tra Pd, LeU e il governatore Rossi.
Resta aperto il problema dei tagli imposti dalla legge al personale medico e sanitario, le assunzioni
saranno meno della metà dei pensionamenti. Per ora la rassicurazione di Saccardi è che «non ci
saranno tagli lineari». L’ unica possibilità di sfuggire ai vincoli di legge è dettata dall’ Emilia Romagna:
strappare al governo un accordo per distribuire i tagli non solo sul personale.

Fonte: Corriere Fiorentino

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