Sanità nelle Colline Metallifere: Fedeli attacca. I sindaci rispondono

Luciano Fedeli, ex presidente della Società della Salute Colline Metallifere

Botta e risposta tra Luciano Fedeli e i sindaci del Pd sullo stato attuale della sanità nel territorio delle Colline Metallifere. Presidente della Società della Salute fino al 2014 e responsabile di zona dei centri di accoglienza per la cooperativa Partecipazione e Sviluppo fino al 2016, Fedeli ha di recente deciso di abbandonare il Pd per entrare nel Pci rilasciando dichiarazioni forti circa lo stato attuale della sanità e della politica locale. «Come presidente della Sds Colline Metallifere avevo dato alcuni punti di riferimento ­ dice Fedeli ­ ma l’ ultimo patto territoriale disattende tutti gli impegni presi: la pneumologia è stata trasferita a Grosseto nonostante un investimento importante per la ristrutturazione e sembra che la chirurgia avrà un ridimensionamento. A cosa è servito ristrutturare per 11 milioni di euro se a Massa si farà solo la chirurgia di basso livello? Questo era un centro di eccellenza e adesso per un’ appendicite si deve andare a Grosseto o Siena; questi sono argomenti che la politica locale del Pd si è dimenticata». A Fedeli replicano il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, e quello di Monterotondo, Giacomo Termine, attuale presidente della SdS. «Reagimmo con una battaglia alla delibera con cui si trasferiva il primariato a Grosseto ­ risponde Giuntini ­ chiedendo con forza all’ azienda che nel nostro presidio ospedaliero venissero comunque garantite le prestazioni pneumatologiche; faccio fatica ad accettare lezioni da chi viene ampiamente ricordato per una gestione della problematica “migranti” a dir poco spavalda, che ha lasciato non pochi strascichi, sia durante l’ emergenza Nord Africa quando la SdS e il suo presidente gestirono la questione profughi direttamente sia dopo, quando Fedeli se ne è occupato per conto di soggetti privati». «Fedeli ha avuto uno “stile” di governo che ha determinato ostilità tra i territori e un disavanzo di 70.000 euro su progetti completamente finanziati, un passivo che abbiamo ripianato senza fare alcun taglio», dice invece Termine. «I fatti dicono che siamo riusciti a mantenere il livello dei servizi nonostante il passivo maturato dal “governo Fedeli”; il livello dei servizi sociali , di competenza della SdS , è rimasto stabile. E il Sant’ Andrea non ha avuto nessun ridimensionamento chirurgico. Questo si deve anche e soprattutto alla forza della politica di difendere l’ ospedale». Conclude Termine: «In questo momento non solo non si discute di tagli ma è stato confermato un investimento di un milione e mezzo di euro per ristrutturare gli ambulatori, e si sta individuando un percorso per valorizzare l’ ospedale tramite focus specifici sulla mano e sulla tiroide».

Fonte: Il Tirreno Piombino

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