Sanità, la vallata ora davanti a un bivio. Deve scegliere tra Arezzo e Firenze

Silvia Chiassai, sindaco di Montevarchi

Costituire il distretto sanitario unico sarà possibile. Ma solo attraverso una nuova perimetrazione dei confini delle Asl e non come zona di confine. L’ emendamento approvato martedì pomeriggio dal Consiglio regionale della Toscana, che ha dato il via libera alla nuova legge sulle zone distretto, ha soddisfatto il presidente della conferenza dei sindaci del Valdarno Maurizio Viligiardi, meno la sua collega di Montevarchi Silvia Chiassai. Certo è che la Regione ha messo nelle condizioni gli amministratori del Valdarno di scegliere. Se vorranno il distretto unico, infatti, dovranno decidere se stare con la Asl Toscana Centro, e quindi con Firenze o con la Asl Toscana Sud Est, e quindi con Arezzo. Non ci sono alternative. «Noi, nell’ emendamento che avevamo presentato, chiedevamo, in sostanza, di non chiudere del tutto la porta al progetto di unificazione ­ ha detto Viligiardi ­ . E’ stato approvato in una forma diversa, ma la sostanza non cambia. Ci hanno infatti lasciato una finestra aperta che dovremo essere in grado di spalancare del tutto. Quindi, posso ritenermi soddisfatto. Certamente, adesso, dovremo prendere una direzione ben precisa». Di tutt’ altro parere il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai, che ha accusato la Regione Toscana e il Pd di non ascoltare i territori. Secondo i vertici di Palazzo Varchi, l’ apertura della «clausola valutativa» di rivedere il tutto entro due anni, ha poco di concreto. «Nella migliore delle ipotesi ­ ha detto la Chiassai , costringerà i comuni a scegliere a quale Asl aderire. Non capisco, francamente, la soddisfazione espressa da alcuni rappresentanti politici del Pd che non hanno certo agevolato, ma anzi hanno notevolmente complicato la realizzazione di un distretto sanitario unico». Insomma, secondo il sindaco di Montevarchi con la votazione di martedì è stata riaffermata la divisione del Valdarno e il suo mancato riconoscimento come «zona di confine» che la legge regionale già prevedeva e che poteva essere applicato con una deroga. Soddisfatta la vicepresidente del consiglio regionale Lucia De Robertis. «La clausola valutativa è una scelta di rispetto per quanti continuano a nutrire dubbi e timori. Non si disconosce il buon lavoro dell’ assessore ma si attiva una vigilanza sulla sua attuazione, con l’ impegno a verificarne gli effetti e i risultati prodotti nel territorio, da qui ad un anno. Anche i consiglieri regionali del Valdarno la vedono diversamente. Per Valentina Vadi del Pd si tratta di una opportunità che consentirà, di ristudiare i confini delle aziende confinanti per istituire di zone distretto unitarie, per Stefano Mugnai di Forza Italia, l’ emendamento dei sindaci del Valdarno è stato bocciato. «Auspico che l’ apertura del Consiglio regionale alle esigenze del nostro territorio potrà stemperare il clima che nelle ultime settimane è stato creato in maniera populistica», ha detto la Vadi. Mugnai, invece, ha sottolineato che quanto presentato dal Pd è altra cosa rispetto a quanto proposto dai sindaci. «Non c’ era bisogno di un emendamento per arrivare a questo. La legge lo prevede già ora».

Fonte: La Nazione Arezzo

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