Sanità, la rivoluzione che non c’è. La Cgil attacca «Nell’Empolese Valdelsa è tutto fermo»

Simone Baldacci, delegato Fp - Cgil Asl Toscana Centro

Mancavano soltanto i fuochi d’ artificio alla presentazione dello scorso 20 ottobre. La notizia di 54 milioni di euro di investimenti pubblici che in poco più di tre anni e mezzo avrebbero cambiato la geografia socio­sanitaria dell’ Empolese Valdelsa fu accolta ­ e non poteva essere altrimenti ­ con una carrellata di sorrisi e strette di mano da tutti i sindaci dell’ area della ex Asl 11 convocati al centro direzionale empolese in via dei Cappuccini. L’ assessore alla salute Stefania Saccardi, in quell’ occasione, quasi si scusò: «C’ è voluto quasi un anno per elaborare il piano di investimenti perché ­ spiegò ­ volevamo occuparci di tutta l’area».

Sono già passati sette mesi dalla trionfalistica conferenza stampa e adesso però c’ è chi chiede conto di un aggiornamento sul cronoprogramma. «Sulle attività strategiche per la zona ancora non si vendono avanzamenti ­ premette subito Simone Baldacci delegato Fp­Cgil dell’Asl Toscana Centro ­. In attesa del reperimento delle risorse necessarie al completamento dei lavori del corpo H dell’ospedale di viale Boccaccio pensiamo che sia una necessità non più rinviabile l’ utilizzo degli spazi di San Miniato e Fucecchio per dare risposte alla carenza di posti letto di lungo degenza e di cure intermedie». Ma date e certezze, al momento, non sembrano esserci. «Non c’ è ancora una data d’ inizio sull’ avvio delle cure di lungo degenza all’ ospedale di San Miniato ­ dice Baldacci ­ come non riscontriamo l’ incremento dell’ attività operatoria prevista per il Cesat di Fucecchio, dove è necessario abbattere la lista di attesa con maggiori sedute operatorie e comunque di utilizzare gli spazi, 23 posti letto, al secondo piano». Tutti servizi che sarebbero utili per decongestionare l’ ospedale di Empoli dalle degenze mediche che lo affliggono nei periodi di picco, consentendo una regolare attività chirurgica e un miglior servizio ai cittadini che si rivolgono al pronto soccorso, che sarebbe messo in grado di ricoverare. «Se oggi ­ aggiunge il delegato Fp Cgil ­ si verificasse una epidemia influenzale come quella che si è presentata nei primi giorni di quest’ anno si riproporrebbero le stesse situazioni di disagio e sovraffollamento del pronto soccorso, con pazienti parcheggiati per giorni sulle barelle in attesa di un posto letto».

Fonte: La Nazione Empoli

(Visto 156 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *