Sanità in rosa: analisi e prospettive. A Firenze la II conferenza Donne Anaao

Coordinatrice del convegno di Firenze

Una sede rinnovata e nuove importanti sfide da superare. Dopo l’evento inaugurale di Chianciano Terme, la conferenza “Donne Anaao Assomed Toscana”, al via giovedì 7 marzo, si sposta a Firenze. Due giorni dedicati al ruolo della donna tra vita quotidiana e attività di medico. Un tema sempre più centrale in ambito ospedaliero, come racconta Concetta Liberatore, membro della segreteria regionale Anaao toscana.

Dott.ssa Liberatore, come sta la donna-medico nel 2019?
“Penserei come nel 2018, ma con forse più consapevolezza e maggiore voglia di introdurre cambiamenti positivi”.

Cosa c’è da aspettarsi da questa seconda edizione?
“Direi che è già un grande traguardo essere di nuovo qui a parlare della questione femminile del lavoro medico e, quest’anno anche di quello sanitario, nelle aziende sanitarie e nel sindacato.
La Conferenza segue alla rinnovazione degli organi di vertice, all’elaborazione delle tesi congressuali dove i nostri temi sulla lavoro della donna medico nelle aziende sanitarie hanno avuto largo spazio. Ri-partiamo e ri-progettiamo nuove linee di indirizzo con una rinnovata e ritrovata volontà di impegnarci sul fronte comune. Gli incontri di tale natura, oltre che arricchirci tutti da un punto di vista personale, sono motivo di approfondimento e di sintesi e spingono tutti a riflettere per migliorare la propria attività lavorativa e per il proprio benessere”.

Quali sono i punti focali della due giorni?
“La due giorni è permeata dallo stesso tema di fondo: l’empowerment e il come migliorare il nostro lavoro, il luogo e i rapporti che vi instauriamo, con effetti positivi su ogni fronte, non ultimo per i pazienti. A tale scopo sono previsti interventi di ampio respiro dalle referenti nazionali e regionali delle segreterie Anaao, sul ruolo della donna in sanità, al pari di apporti specifici e mirati, ad esempio, sul precariato. Spero che ne esca un buon melting pot”.

Come lei ha accennato poco fa, la Toscana è il padrone di casa, ma sono in programma contributi da “esterni”. Come procede la collaborazione tra le varie realtà?
“Procede positivamente, molto positivamente. Oggi possiamo affermarlo con orgoglio. Con le nostre iniziative (survey, database tutela legale, formazione e incontri itineranti nelle segreterie aziendali, ed altro ancora… ) abbiamo dato lo start al livello locale e nazionale per lo studio e la comprensione dei fenomeni che riguardano la nostra professione: la femminilizzazione del lavoro medico e le diversità di genere. Ci sono buone e fattive azioni con le varie realtà regionali. Da poco tempo è nato anche un coordinamento nazionale dell’area di formazione femminile, diretta dalla collega genovese Sandra Morano, con la quale si inizia a fare sintesi su tanti punti”.

Il sindacato in tutto questo, che ruolo riveste?
“Il sindacato è anima e promotore del nostro lavoro. Noi ci muoviamo in questo ambito ognuna con la propria sensibilità, con le proprie idee ma sempre grazie alla forza del nostro sindacato, che, a sua volta, sta prendendo atto della sua massiccia presenza femminile in ambito lavorativo e sindacale”.

Un anno fa, l’evento di Chianciano segnava l’esordio ufficiale del Gruppo Donne Anaao Toscana. Oggi che realtà siete?
“Siamo una presenza concreta e con tanta voglia di fare. L’essere organizzate – ma non in modo rigido – ci permette di lavorare fluidamente e senza paletti formali. Insomma riusciamo a fare e produrre pur nella complessità del lavoro e degli impegni familiari e personali di ognuna”.

Quali risultati avete raccolto?
“Beh di questo ne parleremo dopo la conferenza del 7 e 8 marzo. Grandi sorprese e novità sul fronte della ricerca e studio per iniziare realmente ad affrontare in modo compiuto la questione del genere in sanità attraverso bilanci e prospettive”.

Nel 2018 avete lanciato una survey per sapere la condizione femminile nel Ssr. Quel lavoro ha portato a un miglioramento della vita delle donne?
“La conoscenza e il prendere atto delle criticità esistenti nei modelli organizzativi sanitari è la base necessaria dalla quale partire per introdurre cambiamenti. La Survey ha fotografato il disagio lavorativo delle donne medico in Toscana. Dalla Survey toscana è sorto lo spunto per replicare la stessa in altre Regioni e forse anche in ambito nazionale e sono nate idee che poi sono confluite in proposte congressuali e azioni mirate ad hoc che hanno riguardato le singole Aziende. Mi sembra un risultato più che positivo”.

E’ in programma uno studio analogo anche quest’anno?
“Non lo so, vedremo. Di certo vorremmo andare avanti con nuove idee concrete sulla questione femminile del lavoro medico e sanitario. A breve dovrebbe essere definita, nell’ambito di un percorso formativo che ho realizzato presso lo SDA School of Management Università Bocconi, una collaborazione per la realizzazione di un progetto pilota sulla sperimentazione di un modello di bilancio di genere messo da realizzare nell’azienda Usl Toscana sud est, per l’analisi dei gender gap del personale medico all’interno delle aziende sanitarie toscane. Stiamo, inoltre, come segreteria regionale approntando uno straordinario database sulla tutela legale regionale per i nostri iscritti, con indicatori gender-sensitive”.

Quali sono le sfide che vi attendono e i progetti da realizzare?
“La sfida più grande è costituita dal motivo di base per cui ci incontriamo il 7 e l’8 Marzo: la volontà di condividere pensieri e azioni e soprattutto l’ambizione di introdurre cambiamenti alla radice dell’approccio con il quale si guarda al lavoro delle donne della dirigenza medica e sanitaria. Dobbiamo renderci conto che i sistemi di welfare non sono neutri ma determinano un impatto differente sugli uomini e donne, e solo se siamo in grado di misurarli e valutarli, potremmo governarli avviando i necessari e conseguenti cambiamenti. Si tratta di una sfida enorme che solo tutti gli attori del sistema, uniti dalla stessa mission, possono riuscire a portare a termine. Il sindacato e le donne che ne fanno parte sono appunto uno degli attori principali. Per questo Firenze rappresenta una grande opportunità”.

(Visto 82 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *