Sanità, guerra tra sindacati e Regione

Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, contrario a una retromarcia sulla Ru486

Sotto accusa la delibera che offre ai privati 36mila visite e 36mila ecografie “Privatizzazione del sistema”. I dubbi di Rossi Un nuovo fronte di battaglia dei sindacati contro la Regione. La delibera con la quale l’azienda sanitaria Firenze Centro ha fatto un “avviso di manifestazione di interesse” ai privati per acquistare fuori dalla convenzione 36mila visite specialistiche di quattro tipi e 36mila ecografie addominali scatena le polemiche.L’intersindacale medica, cioè tutte le sigle dei camici bianchi, ieri ha parlato senza mezzi termini di privatizzazione del sistema sanitario toscano e chiesto il ritiro della delibera. Già si erano mosse nei giorni scorsi la Uil e la Cgil, con le quali però la stessa Asl aveva fatto una riunione per annunciare le misure (e i
rappresentati dei confederati avevano firmato di accettare, con alcuni distinguo, lo schema proposto). Ma l’atto approvato dall’azienda di Paolo Morello avrebbe provocato malumori anche in presidenza.
Il governatore Rossi incontrerà l’assessora Stefania Saccardi per parlare della delibera e delineare una strategia
sulle liste di attesa che in certe zone della Regione si stanno allungando. Il problema verrà affrontato con un atto regionale, che dovrebbe rendere omogenea la risposta delle aziende e dare indicazioni sulle strategie da adottare. Fino a ora su questo tema sono state fatte solo 2 delibere: una per i controlli dei malati oncologici e l’altra con indirizzi per garantire alcune prestazioni a livello di zona.
Se la polemica si farà più forte, non è escluso che la Asl rinunci ad accettare l’offerta dei privati. Proprio un ritiro non sarebbe, piuttosto una marcia indietro silenziosa.
I sindacati medici, comunque vanno all’ attacco. Del resto la situazione era già tesa per i tagli agli organici resi necessari per rispettare i parametri di legge. Quelle riduzione di recente sono state molto ridimensionate, quasi azzerate, ma resta comunque pressoché impossibile nella situazione attuale fare le assunzioni che servirebbero per fronteggiare le liste di attesa. Ma anche l’idea dell’assessorato di fare un’azienda unica del 118 non piace ai sindacati, perché temono che sia dato troppo potere al volontariato. Tutte queste cose insieme alzano la tensione, mentre l’opposizione in consiglio, soprattutto i Cinquestelle, ne approfitta e si lancia in difesa del servizio
pubblico.
«La via toscana alla privatizzazione della sanità è oramai esplicita ­- scrive l’intersindacale medica – Blocco non  dichiarato del turnover, tagli al personale camuffati da razionalizzazioni organizzative, riduzioni degli acquisti di beni e servizi in particolare nel campo della farmaceutica e delle tecnologie, blocco dei contratti di lavoro, rappresentano una miscela esplosiva per determinare limitazione dell’accesso alle cure da parte dei cittadini, diminuzione e demotivazione del personale aprendo la strada alla sanità privata». Secondo le sigle Anaao, Cimo, Aaroi e altre «si spinge il sistema sanitario regionale verso una privatizzazione sempre più marcata, mettendo in secondo piano la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni e la presa in carico del paziente». Si teme che venga impoverito il sistema pubblico. «Che visite riceveranno i cittadini a fronte del rimborso di 20 euro a prestazione di cui si legge sulla stampa? Chi ne garantisce la qualità? Siamo sicuri che non si prospetti un danno all’erario tale da interessare Corte dei Conti? Si tratta dell’atto isolato di una direzione aziendale? E se fosse così, questo non metterebbe in discussione il mandato fiduciario dato da una politica regionale
che ha fatto della prevalenza pubblica del servizio sanitario il suo marchio di fabbrica?». Domande cheaspettano risposte.

Fonte: La Repubblica Firenze

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Una risposta a “Sanità, guerra tra sindacati e Regione

  1. dietro queste delibere non c’è soltanto un disegno perverso di smantellare il servizio pubblico ma anche lo scambio politico per i voti avuto dal mondo del volontariato che in occasione delle ultime elezioni regionali fu molto generoso con qualcuno/a . Anche la proposta di delibera per una centrale unica del 118 118 va verso questa direzione. Basta ricordarsi la inaugurazione della centrale della Misericordia di Pistoia e chi c’era ad inaugurarla. Niente di nuovo sotto il sole! Ma ora la goccia ha fatto travasare il vaso ora ci vuole chiarezza e Rossi deve farle al più presto!

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