Sanità d’emergenza a caccia di medici

A Pistoia i professionisti meno pagati della Toscana

O si chiude o si assume, un aut aut che quando c’è in gioco la vita, non lascia molte alternative. L’emergenza è in emergenza, non è una novità e con l’esodo di quota 100 la situazione sarà destinata anche a peggiorare. Mancano medici nei pronto soccorso degli ospedali e nella rete territoriale del 118. E ne mancano così tanti, per l’ esattezza 147 nella nostra Toscana, da mettere a rischio il mantenimento del servizio ai cittadini. Si parla di emergenza-urgenza: il primo e indispensabile livello per assicurare il soccorso e le cure immediate a chi sta male, molto male. Proprio per garantire l’efficienza del sistema e il mantenimento dei livelli essenziali d’assistenza, la Regione è dovuta correre ai ripari, approvando un piano d’intervento che agisce su diversi livelli.Innanzitutto, nella carenza di medici specializzati in Medicina e chirurgia di emergenza, nella delibera approvata dalla giunta vengono individuati gli strumenti per affrontare, nell’immediato, il problema del reclutamento di figure che possano entrare negli organici dei pronto soccorso per sopperire alle carenze di personale, ma anche adeguati percorsi di sviluppo professionale e di riconoscimento – anche economico – del valore dell’impegno del
personale attualmente impiegato nei pronto soccorso degli ospedali toscani. Come è ormai noto c’è una fuga di medici dai pronto soccorso: gli iscritti alle scuole di specializzazione non sono sufficienti per far fronte alle carenze. E anche nei concorsi, i partecipanti scarseggiano: nell’ultima gara bandita da Estar sono 19 i medici giudicati idonei, verranno assunti ma non basteranno a coprire le carenze. Per questo, oltre a chiedere l’ apertura a un maggior numero di aspiranti medici dell’emergenza nelle scuole di specializzazione universitaria, già che il lavoro di pronto soccorso è poco appetibile per gli elevati rischi professionali, per gli orari ingrati, per i turni festivi e per la pressoché impossibilità a svolgere attività libero professionale che rimpingui gli stipendi, la Regione – con l’atto approvato – prevede l’erogazione di un’indennità (sommata all’attività aggiuntiva, i super straordinari pagati) che invogli i giovani a intraprendere la strada di medici in prima linea. Lo strumento di premialità sarà esteso anche agli infermieri e al personale tecnico. Per quanto riguarda le reti territoriali del 118 sono state individuate le zone carenti. Potranno accedere alla selezione medici di medicina generale convenzionati, con formazione specifica (pur senza specialità): 10 per l’Asl Toscana Centro, 10 per la Nord Ovest e 15 per la Sud Est.
Ma ci sono altri due punti fondamentali. Uno dei quali era stato anticipato proprio sulle pagine de La Nazione: nei pronto soccorso, affiancati da tutor, entreranno laureati in medicina che sono rimasti esclusi dalle specializzazioni e dalla scuola di medicina generale.
Avranno contratti a termine e, in collaborazione anche con l’Università, seguiranno un percorso formativo on the job (cioè lavorando) di due anni. Inoltre nei nuovi concorsi che saranno banditi da Estar per la Medicina interna e per le altre materie equipollenti a Medicina d’urgenza sarà reso esplicito il punto che al momento della chiamata per l’ assunzione potranno essere selezionati per lavorare in pronto soccorso per un massimo di due anni prima di poter essere collocati nell’area desiderata.

Fonte: La Nazione Viareggio

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