San Luca, tra Asl e comitati è braccio di ferro sui letti

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Posti letto, prosegue la guerra dei numeri tra comitati e Asl. La visita organizzata per ieri mattina nel presidio di San Filippo non ha risolto il contenzioso. Sarebbe stato difficile il contrario, visto che il nodo riguarda la possibilità di considerare (o non considerare) nel totale anche i 91 posti letto tecnici (culle, poltrone per la dialisi e letti per l’osservazione breve). L’Asl li conteggia per cui il suo conto finale è di 458 posti letto (311 ordinari, 56 di day hospital, 91 tecnici). Più o meno quanti ce n’erano al vecchio Campo di Marte: 434 (362+72 letti tecnici) nel 2014 (ma negli anni precedenti erano di più). I comitati, però, non li includono nel conteggio e si rifanno ai piani progettuali del nuovo ospedale (anni 2002-2003) quando si prevedeva che il San Luca dovesse avere 410 posti letto ordinari. Un dato riportato persino sui dépliant di presentazione del monoblocco di San Filippo.
Posta in questi termini la questione appassiona poco, anche perché è già stata affrontata e sviscerata esattamente due fa, direttamente dal direttore generale Maria Teresa De Lauretis: «La differenza rispetto alla progettazione del 2003 che aveva esigenze completamente diverse da quelle attuali – spiegò all’epoca la dg – sta in pratica nei letti di low care, cioè la bassa intensità di cura, che in base agli indirizzi strategici della direzione aziendale, si è stabilito di mantenere al Campo di Marte». E per i quali, aggiungiamo, noi non esiste un parametro standard di riferimento come invece avviene per i letti ospedalieri e per quelli territoriali delle cure intermedie.
L’altra questione che ha portato alla mobilitazione di ieri riguardava le stanze miste uomo-donna. Ma anche qui i membri dei comitati e gli esponenti istituzionali non hanno potuto riscontrare granché. «Al momento non ci sono stanze promiscue. In passato è successo in casi eccezionali a medicina e una sola volta in chirurgia», ha spiegato la dottoressa Michela Miaelli, responsabile del presidio.
Quest’ultima ha fatto da Cicerone alla numerosa comitiva all’interno delle varie aree, snocciolando cifre e numeri e facendo intervenire di volta in volta i responsabili dei vari settori. Si parte con l’Emergenza urgenza gestita dal dottor Ferdinando Cellai: è “l’area critica” con i letti per la terapia intensiva (1 infermiere ogni 2 letti) e la subintensiva (1 infermiere ogni 4 letti) per un totale di 32 posti (compreso quelli di Obi del Pronto soccorso). Si è poi passati a Chirurgia (75 posti letto), alla Medicina interna (suddivisa in tre setting: A con 42 posti letto, B con 52, C con 24), alla Pediatria (21 posti) e all’Ostetricia (24 posti e 23 culle), alla Dialisi (38 posti), al Day hospital 18, ecc. La visita si è chiusa al Pronto soccorso dove la dottoressa Fabiana Frosini ha snocciolato i dati relativi alla struttura che gestisce circa 60mila accessi l’anno. «I tempi di processo si sono allungati – ha spiegato – perché gli accertamenti diagnostici che si fanno al paziente sono più numerosi e approfonditi». Fino a qui, come detto, niente id nuovo eccezion fatta per la scoperta di una stanza finora inutilizzata che potrebbe ospitare altri due posti in più per l’osservazione breve intensiva.

Fonte: Il Tirreno Lucca

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