Saccardi: «Ospedale all’ex Pirelli. Sindaco parliamone»

Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità

«Ristrutturare l’ospedale lasciandolo così com’ è, con i corridoi enormi e non al passo coi tempi, è una follia. Ma visto che il sindaco Nogarin non vuole spostarlo, gli faccio una proposta: realizziamolo nell’area dell’ex Pirelli, accanto a dov’è ora. Lo paghiamo noi, basta solo che ci dica che è d’accordo».
È la proposta dell’assessora regionale alla salute, Stefania Saccardi, che ieri pomeriggio dopo un sopralluogo alla struttura di viale Alfieri ha fatto visita alla sede del Tirreno per spiegare come vede il futuro dell’ ospedale di Livorno e della sanità toscana.
Il progetto del nuovo presidio labronico, da anni fermo al palo, si è inceppato perché Regione e Comune ­dalla vittoria alle elezioni del 2014 del Movimento 5 Stelle non si trovano d’ accordo sul dove farlo, con Nogarin che ha fin da subito respinto la tanto discussa ipotesi di Montenero.

«Così il Pd a Livorno ha perso le elezioni ed è chiaro che i cittadini non lo vogliono lì ­ spiega Saccardi ­ per questo propongo a Nogarin di realizzarlo nell’ area dell’ ex Pirelli: proprio accanto al vecchio, in una zona che fra l’ altro è libera da vincoli. Anzi, visto che il terreno è contiguo alla sede attuale, potremo anche pensare di riusare alcuni fra i fabbricati già esistenti e risistemarli così da non partire da zero». Il solo restyling non basta. La proposta dell’ assessora regionale alla Salute parte però da un importante presupposto: niente ristrutturazione di tutti gli attuali edifici. «L’ ospedale di viale Alfieri è assolutamente inadeguato alle esigenze moderne ­ continua Saccardi ­ e ha bisogno di un’ altra organizzazione. L’ esempio va nella direzione dell’ intensità di cure, del trauma center di Careggi che abbiamo inaugurato venerdì scorso». Open space: è questa la parola d’ ordine della Regione, che vuole evitare i lunghi e dispersivi corridoi, considerati «non più all’ altezza della situazione». «È un ospedale pensato nel 1930, quando la medicina era diversa e non esisteva ancora la robotica ­ sottolinea l’ ex vicesindaca di Firenze ­ e soprattutto quando la priorità era evitare i contagi fra i pazienti. I corridoi enormi non sono il concetto di una struttura moderna». «Meno fughe a Pisa». Costruire un ospedale all’ avanguardia, e in posizione centrale, secondo l’ assessora regionale alla salute può anche contribuire ad alleggerire il flusso dei livornesi che ogni giorno si dirige verso il pronto soccorso di Cisanello, a Pisa. «Se il Comune è innamorato di viale Alfieri ­ continua Saccardi ­ noi siamo pronti a realizzare l’ ospedale lì vicino. Ma attenzione: non faccio questa proposta per tendere una mano a Nogarin, ma per dare un ospedale ai livornesi, facendo il mio dovere da amministratrice. La politica non può sempre dire di no, ha il dovere di proporre delle soluzioni e senza il dialogo fra noi e il Comune una soluzione che possa migliorare la vita dei pazienti e dei dipendenti dell’ Asl non si raggiungerà mai». Senza project financing. Il project financing ­ adottato per realizzare le strutture sanitarie più nuove, come il Noa di Massa, il San Jacopo di Pistoia, il San Luca di Lucca e il Santo Stefano di Prato ­ potrebbe non essere l’ unica soluzione per pagare la nuova opera. Con questo sistema, in pratica, il privato costruisce l’ infrastruttura e poi recupererà le spese attraverso la gestione di alcuni servizi accessori (come i parcheggi a pagamento e gli spazi commerciali interni ma non solo quello). C’ è una apertura anche su questo: il M5s è sempre stato contrarissimo al project financing. «Non è l’ unica possibilità che abbiamo a disposizione», dice Saccardi: «Se il Comune è contrario, non lo utilizzeremo. Le risorse si trovano ugualmente, questo aspetto non è assolutamente un problema»I tempi. Tempistiche e costi adesso sono molto difficili da stabilire, ma secondo l’ assessora «dalla progettazione all’ inaugurazione possono passare circa otto anni». «Tutto dipende dal progetto ­ sostiene Saccardi ­ ma secondo le nostre stime la soluzione dell’ ex Pirelli ha costi accettabili, tali da restare entro i parametri della nostra spesa». Sull’ ammontare, per ora, l’ ex vicesindaca di Firenze non si sbilancia. «Lo sapremo con precisione solo dopo aver istituito un gruppo di lavoro comune con l’ amministrazione locale ­ continua Saccardi ­ e in quella fase discuteremo insieme su come realizzare l’ ospedale. La nostra idea è anche quella di recuperare, previo parere della Soprintendenza, alcuni padiglioni della struttura esistente. Vista la vicinanza dell’ area ex Pirelli lo potremmo fare tranquillamente. Ma non dipende solo dalla Regione: naturalmente si va avanti solo se il Comune dà il suo benestare. Se il sindaco Nogarin è d’ accordo (non posso saperlo perché finora non mi ha risposto) lo dica e noi procediamo».

Fonte: Il Tirreno

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