Saccardi contro Cgil: «Falsità sulla sanità»

Stefania Saccardi, assessore regionale alla sanità

Le critiche mosse alla sanità toscana da parte della Cgil sono «puramente politiche e hanno poca attinenza con i fatti. Basterebbero le due inaugurazioni di stamani (ieri per chi legge ndr)», del programma Pass rivolto ai disabili e del nuovo day hospital oncologico di Santa Maria Nuova, «per dire che il quadro che la Cgil vuole designare è non veritiero e oltretutto basato su dati 2015». A dirlo è l’ assessora regionale al Diritto alla salute, Stefania Saccardi, a margine della presentazione del programma Pass in merito alle polemiche avanzate dal sindacato che ha aperto una vertenza regionale sulla sanità, annunciando per martedì una manifestazione con mille persone fuori dalle finestre della Regione. «Certamente le difficoltà ci sono e bisogna rafforzare ancora di più il nostro territorio. Ma delle due l’ una, o si rafforza il territorio o si aumentano i posti letto». Saccardi ha poi rilevato che «la Cgil parla di 52 Case della salute», un dato appunto riferito a due anni fa, «perché oggi ne abbiamo 10 in più. Inoltre abbiamo molti letti in più per le cure intermedie ed è in atto un accordo con la medicina generale per tenere la cronicità sul territorio». L’ assessora parla di «polemiche prive di senso. C’ è poi il problema delle liste di attesa ­ continua Saccardi ­ ma dove lo stiamo affrontando aumentando l’ offerta e mettendoci risorse in più, ci dicono che vogliamo privatizzare la sanità perché magari lasciamo che qualche ecografia o esame del sangue venga fatta presso il privato sociale. Devono spiegarci allora quale alternativa esiste ­ ha concluso l’ ex vicesindaca di Firenze ­ perché l’ alternativa è la soluzione dell’ Emilia Romagna: quella di far lavorare le persone la notte, il sabato e la domenica. Se per la Cgil questa è la soluzione provino a spiegarlo ai lavoratori che assistono». «Si può condividere o meno il segnale forte lanciato dalla Cgil ­ ha invece dichiarato Serena Spinelli, capogruppo Articolo Uno­Mdp in Consiglio regionale ­ si può discuterne e obiettarne i numeri, ma non lasciamolo cadere nel vuoto perché questo non gioverebbe a nessuno. L’ allarme, inoltre, proviene da un sindacato confederale che ha sempre partecipato ai tavoli e che anche per il senso di responsabilità dimostrato negli anni precedenti merita di essere ascoltato».

Fonte: Il Tirreno

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