Ru486 più facile dal 16 maggio. All’Iot sarà in day hospital

Paolo Sarti, consigliere regionale Sì - Toscana a sinistra

Dalla prossima settimana la Ru486 verrà somministrata all’ Iot di viale Michelangelo a Firenze. Si tratta di un cambiamento significativo, la pillola abortiva esce dai reparti ospedalieri per entrare in una struttura più “leggera”. Le cose saranno diverse prima di tutto per le donne, non più costrette ad assumere il farmaco in unità operative dove sono ricoverate partorienti e neonati che piangono nelle culle. A Torregalli e Ponte a Niccheri, dove non si fanno più da tempo gli aborti chirurgici, il personale di ginecologia e ostetricia si impegnava al massimo per dare alle pazienti che assumevano la pillola un po’ di privacy e tranquillità, magari riservado loro una stanza, ma comunque il contesto era quello.
La Ru486 verrà somministrata a partire dal 16 maggio. Sono anni che si pensano di semplificare le cose e alll’ obiettivo si arriva rinunciando a un principio, fatto che comunque non dovrebbe cambiare le cose per le donne. Si è infatti deciso, sentita la Regione, di somministrare il farmaco che interrompe la gravidanza in regime di day hospital. La legge nazionale parlava di ricovero ordinario ma a suo tempo l’ assessore Daniela Scaramuccia aveva fatto una circolare per rendere possibile la somministrazione appunto in day hospital. Per questo si è percorsa questa strada. La Regione e la Asl, invece, hanno deciso di non seguire la stessa strada di Lazio ed Emilia, che hanno inquadrato la prestazione come ambulatoriale. Sarebbe stato necessario un nuovo atto dell’ assessorato. A favore della somministrazione in ambulatiorio si era espresso anni fa l’ ormai estinto consiglio sanitario regionale. Quella tra day hospital e ambulatorio è soprattutto una distinzione formale, che incide un po’ sul bilancio Asl perché le attività in day hospital hanno una tariffa più costosa , ma per le donne appunto non cambierà nulla. Nel senso che si presenteranno in un ambulatorio con la richiesta del medico o del consultorio. Verrà aperta una scheda di ricovero di day hospital e consegnato il farmaco. La paziente resterà un paio d’ ore all’ Iot e poi potrà tornare a casa. Si dovrà ripresentare dopo 2 giorni per prendere un secondo medicinale. Infine, 15 giorni dopo, le verrà fatto un controllo per verificare che l’ aborto sia avvenuto. Alle donne saranno consegnati tutti i numeri da chiamare nel caso dovessero avere problemi. All’ Iot c’ è anche un consultorio, oltre agli ambulatori ginecologici. Per ora la Ru486 verrà somministrata un giorno alla settimana, il martedì. Nella stessa struttura si fa anche tutta l’ interruzione di gravidanza chirurgica dell’ area fiorentina (salvo 50 casi all’ anno a Borgo San Lorenzo) e l’ attività è articolata su due giorni. «Testeremo la procedura e semmai faremo aggiustamenti. Se la domanda crescerà potremmo anche potenziare il servizio», spiega Valeria Dubini, responsabile della ginecologia territoriale dell’ azienda. Nell’ area fiorentina della Asl Toscana Centro si fanno circa mille interruzioni di gravidanza all’ anno. Di queste il 12% sono farmacologiche. È probabile che lo spostamento all’ Iot faccia crescere questo dato. Sia nel resto del Paese che in Toscana, i numeri hanno ormai dimostrato da anni che la Ru486 non è, come dicevano i suoi detrattori, un metodo che fa crescere il numero di aborti perché li “semplifica”. E infatti sia a livello nazionale che regionale, il numero delle interruzioni di gravidanza scende costantemente di anno in anno mentre la pillola abortiva viene utilizzata sempre di più.

Fonte: La Repubblica Firenze

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