Rossi sulla Ru486: “Saremo contro chi vuole tornare indietro”

Il presidente toscano incalzato dai sindacati

Il governatore dopo i dati della Agenzia regionale: In alcuni ospedali la pillola abortiva non viene usata Scaramelli: con le donne «Faremo tutto ciò che è in nostro potere per cancellare questo arretramento » , sulla Ru486. Il governatore Enrico Rossi interviene per commentare i dati dell’Agenzia regionale di sanità riguardo all’interruzione volontaria di gravidanza in Toscana nel 2017.Tra i numeri ci sono quelli dedicati alla pillola abortiva, che mentre come media generale vede un aumento dell’ utilizzo, arrivato ad oltre il 28% degli aborti, in alcuni ospedali non viene usata. Ad esempio in quello di Lucca, di Empoli e di Pisa oppure usata pochissimo, come a Viareggio e Careggi.
«Apprendo con stupore che rispetto alla nostra impostazione siamo tornati indietro», dice il governatore. Anche Stefano Scaramelli, presidente della commissione sanità del consiglio regionale, interviene sul punto.
«Ostacolare o manipolare le scelte di chi ha deciso di interrompere la gravidanza potrebbe riportare la nostra società a un passato buio, in cui a non avere diritti erano solo le donne. I diritti conquistati vanno difesi; oggi più di ieri. Che sia la mozione di un Consiglio comunale, che sia la mancata somministrazione della pillola Ru486,
che sia la carenza di strutture o di personale, la Toscana tutta deve intraprendere una battaglia etica e culturale al fianco delle donne».
Rossi e Scaramelli affrontano un altro passaggio delicato, quello della gratuità degli anticoncezionali, decisa per le giovani sotto i 26 anni in Emilia- Romagna. «Plaudo alla Regione Emilia – dice Rossi – per la sua iniziativa di somministrazione gratuita di contraccettivi. In passato, in Toscana avevamo intrapreso programmi di diffusione gratuita che oggi dobbiamo recuperare e intensificare, anche in conseguenza di una ripresa della diffusione del virus dell’Hiv».
Anche Scaramelli parla della necessità di « confrontarsi sulla gratuità della contraccezione ». Del resto in consiglio c’è una commissine che discute proprio di questa possibilità. Tornando a Rossi, il governatore ricorda le battaglie per far utilizzare la Ru486 in Toscana, prima Regione ad importarla dalla Francia e somministrarla grazie all’iniziativa dell’assessorato e del ginecologo di Pontedera Massimo Srebot. Quell’esperienza ha poi permesso di aprire in tutto il Paese all’utilizzo del farmaco come alternativa alla chirurgia.
«Voglio anche sottolineare – dice Rossi – che i dati del rapporto dell’Agenzia regionale di sanità dicono che in Toscana diminuiscono le interruzioni di gravidanza sia per le donne straniere che per le donne italiane, come per le minorenni. Il consultorio resta un punto di riferimento importante. Nel panorama nazionale la Toscana presenta una media di medici non obiettori superiore a quella nazionale. Professionisti a cui rivolgo il ringraziamento della Regione per la vicinanza alle donne in momenti difficili e particolari». Per Rossi la 194 è «un vero e proprio capolavoro legislativo, l’aborto non può essere un mezzo per regolare il controllo delle nascite. Di conseguenza, nemmeno la RU486, la cui somministrazione monitorata deve essere garantita, può essere considerata tale. Nel rispetto della 194 bisogna investire di più sui consultori e sulla diffusione di metodi anticoncezionali».

Fonte: La Repubblica Firenze

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