Rossi: «Su Pisa investiremo 450 milioni»

Un turnover al femminile nel segno della continuità. Maria letizia Casani, ex direttore amministrativo ed ora nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, raccoglie il testimone di Maria Teresa de Lauretis, la top manager che ha pilotato il passaggio, tutt’altro che indolore, alla macro-Asl. E ieri, nella sede Estar di Ospedaletto, ha ricevuto dal presidente della Regione Enrico Rossi – presente al primo incontro operativo con i vertici Asl e tutti i direttori dei dipartimenti. Un mandato su tutti: ‘rinsaldare’ il rapporto con i territori, farsi carico anche delle più remote periferie delle quattro province di competenza (Pisa, Livorno, Lucca e Massa-Carrara), su tredici ospedali, 13mila dipendenti, 12 zone distretto e una popolazione di un milione e 200mila abitanti.
«Rivendico con orgoglio, – ha detto il governatore – il fatto che di questi tredici ospedali, negli ultimi dieci anni, non ne abbiamo chiusi nemmeno uno». Nonostante i sacrifici e 10 miliardi di tagli che, in questi anni, hanno tolto alla sanità toscana circa 650 milioni di euro, cioè oltre 200 milioni solo per l’Asl Nord Ovest. «Nel 2015 abbiamo fatto la riforma perché ero convinto che se non la facevamo allora, non si sarebbe fatta più – ha ricordato Rossi – La riforma ha prodotto qualche strappo, avremmo dovuto avere più tempo, coinvolgere di più il personale,
andava fatta, per due buone ragioni: fare un salto di qualità e organizzare le risorse, in un periodo in cui c’erano stati forti tagli alla sanità. Questo ci ha consentito di migliorare la qualità del servizio, che significa salvare vite umane. Indietro non si può tornare, ma bisogna apportare correzioni, interventi».
L’anno nero alle spalle. «Nel 2017 c’è stato un aumento notevole della spesa farmaceutica, spendevamo 240 milioni in più. Eravamo sotto osservazione da parte del Ministero, c’era il timore che la Regione venisse commissariata. Ci siamo imposti una serie di attenzioni e di interventi. Li abbiamo fatti, ora stiamo andando nella direzione giusta, la spesa farmaceutica sta rientrando, abbiamo avuto un risparmio di 70/80 milioni, l’Estar, con la dottoressa Piovi, sta facendo un ottimo lavoro».
Organici e premi produzione. «Veniamo da dieci anni di blocco del contratto, una cosa mai accaduta. Il contratto è un modo per riconoscere il lavoro che viene fatto – ha detto Rossi – . Noi abbiamo fatto un accordo con le rappresentanze sindacali, che prevede lo sblocco dell’1%. La stessa cosa abbiamo fatto per il comparto. Sono preoccupato di capire come funziona il meccanismo di quota 100. L’Estar ci dice che le sostituzioni possono essere fatte tutte, e io mi fido. Mi sembra ci sia particolare sofferenza nei pronto soccorso. Il Pronto soccorso è un fronte, una prima linea, io sono favorevole a trovare un accordo per dare un riconoscimento in più a chi ci lavora. Ancora, sono contrario al numero chiuso. L’assessore Saccardi ha già messo una borsa per 100 posti. È necessaria la garanzia che ci siano i dottori necessari».
Investimenti. «Voglio chiudere la legislatura con degli investimenti – ha dichiarato il presidente – Possiamo tranquillamente programmare investimenti per un miliardo e mezzo nell’arco di tre-quattro anni Per l’area pisana si parla di 400-500 milioni di euro. Nei prossimi giorni torneremo a Pisa per annunciare importanti novità relative alla gara per la costruzione del nuovo ospedale. Stiamo lavorando per trovare soluzioni – ha detto Rossi – e riuscire a sbloccare l’impasse rispettando la sentenza del Tar».

Fonte: La Nazione Pisa

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