Referendum: parola al presidente dei medici toscani

imgres-2Tra gli ambiti interessati dal referendum, in programma domani, c’è anche la sanità. Materia trattata dal Titolo V, che con la vittoria del sì, non sarà più oggetto della legislazione concorrente. A tal proposito, abbiamo sentito Roberto Monaco, presidente dell’Ordine dei Medici della Regione Toscana.

Tra le tante materie toccate dal referendum, c’e’ anche l’ambito sanitario. Crede sia giusto?

“Credo proprio di si perché la medicina, la scienza, la ricerca, ha fatto passi importanti negli ultimi anni, anche la Professione medica si è rinnovata con un nuovo codice deontologico più al passo con i tempi, più vicino ai bisogni dei cittadini”.

La vittoria del Sì porrebbe fine alla legislazione concorrente e la sanità ritornerebbe di competenza statale. Quali sono i benefici e i rischi?

“Non possiamo avere tanti sistemi sanitari per quante sono le regioni. Bisogna pensare ad un sistema sanitario unico e indivisibile che sia coerente con l’articolo 32 della costituzione. Oggi un cittadino della Campania ha tre anni in meno di aspettativa di vita rispetto ad un cittadino delle regioni cosiddette virtuose. Questo in un paese civile non è accettabile. Centralizzare può servire a ridurre gli sprechi e a liberare risorse nel campo della ricerca , dell’innovazione e soprattutto tutelare i giovani medici che in questo momento o sono precari o migrano all’estero. Il rischio è che tutto cambia  perché niente cambi, ma questo dipenderà da come la politica sia capace di dimostrare che è una buona politica . La Professione vigilerà su questo qualunque sia l’esito, certo è che in sanità stare fermi ,in un mondo che cambia così velocemente, equivale ad andare indietro e questo non possiamo permettercelo”.

La vittoria del No lascerebbe tutto inalterato, con le competenze suddivise tra Stato e Regioni. Può continuare a funzionare così?

“Qualcuno ha detto che il 5 dicembre il sole si alzerà lo stesso così come farà il medico che andrà al lavoro come tutti i giorni e tutte le notti . I medici al di là del 4 dicembre e del risultato , continueranno con la solita passione ad intercettare i bisogni di salute dei cittadini cercando di dare loro risposte concrete”.

La sanità toscana continua a professare il predominio del pubblico. Quali saranno le conseguenze dell’esito del referendum su questo modello?

“La Toscana è una delle regioni virtuose del panorama sanitario nazionale e sicuramente questo si deve ad una buona gestione della sanità, ma anche e soprattutto alle competenze dei professionisti che vi operano sia essi medici che infermieri che altri operatori.  La Professione credo che si debba porre come consulente gratuito delle Istituzioni e fornire indirizzi per una sanità migliore. Bisogna però che la politica abbia voglia di ascoltare chi lavora nel Sistema, perché solo da chi è dentro si possono ottenere informazioni e suggerimenti per un miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati”.

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