Quei dirigenti sanitari pagati profumatamente per lavorare poco

Fine corsa per il dirrettore del Dipartimento alla salute

La direzione dell’assessorato da parte di Monica Calamai è centralistica e rende marginali i direttori di programmazione d’area vasta. Alle ultime riunioni in Regione con i vertici delle aziende sanitarie e ospedalieri non si sono visti. Non erano nemmeno dal governatore Enrico Rossi quando di recente ha incontrato tutti i manager e  l’assessora Stefania Saccardi. Più in generale, la loro presenza nella sanità toscana pare sempre più rarefatta.Eppure erano una delle novità più importanti introdotte dalla grande riforma del 2015, che ha ridotto le Asl da 12 a 3. Ci sono sempre più interrogativi intorno al ruolo dei direttori della programmazione di area vasta, e riguardano
anche lo stesso Pd. In questo momento tra l’altro sono due, e nessuno sembra avere fretta di nominare il terzo.
Nell’area nord­ ovest c’è Edoardo Majno, già direttore generale di Careggi e del dipartimento regionale, nella sud­ovest Niccolò Pestelli, già direttore a Siena e poi capo di Estar. L’area fiorentina aspetta Carlo Tomassini, che ha prolungato la sua permanenza alla guida dell’azienda ospedaliera di Pisa in attesa della nomina del suo successore.
I direttori della programmazione guadagnano circa 120 mila euro e sono figure che vennero pensate pe lavorare a stretto contatto con l’assessorato alla Salute, visto che operano « al fine di garantire l’attuazione della programmazione strategica regionale». La direzione dell’ assessorato da parte di Monica Calamai è però piuttosto centralistica e poco si concilia con figure “intermedie” come quelle deidirettori. Così i due coordinatori in
Regione si vedono  poco.
Per ora quei tre incarichi sono smbrati utili da assegnare chi era in attesa di un nuovo ruolo ­ come Valtere Giovannini, poi è diventato direttore dell’ospedale di Siena, e Rocco Damone, ora a Careggi­ o chi aveva bisogno di
una sistemazione. È il caso di Pestelli, che ha lasciato il posto all’ Estar a Monica Piovi che a sua volta ha
dovuto cedere il dipartimento a Calamai.
Non è un periodo facile per la sanità toscana. Tante polemiche si sono scatenate sulla coppia Rossi-Saccardi dopo l’annuncio del taglio dei medici, poi quasi del tutto rientrato, e dopo la delibera della Asl di Firenze per l’acquisto di prestazioni dai privati. Hanno attaccato sindacati, opposizioni e pure i partiti Paolo Bambagioni del Pd ha detto: «Se mancano le risorse si cominci a riorganizzare la struttura, tagliando alcune posizioni dirigenziali rese superflue dalle nuove competenze dei dg delle aziende. Mi riferisco ai tre direttori di programmazione, con le relative strutture, che gravano per oltre un milione di euro sulle finanze, e alla riorganizzazione dell’assessorato alla sanità, che ha portato all’apice Monica Calamai, con un incremento dei compensi per sé e per la sua struttura rispetto a chi l’ha preceduta».

Fonte: Repubblica Firenze

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