Pronto soccorso, “no ai neolaureati”

No dagli specializzandi ai neolaureati in pronto soccorso

Una petizione online contro il passaggio della delibera toscana sull’emergenza- urgenza dove si prevede che nei pronto soccorso possano lavorare, con un contratto di formazione da due anni, i medici laureati e abilitati ma senza specializzazione. Ieri sera erano ben 60mila le persone che avevano firmato l’appello, lanciato dal Cosmeu, il coordinamento degli specializzandi del settore, e sottoscritto anche da Federspecializzandi e Sigm, che è la società che raccoglie i giovani medici.A scrivere il testo è stato Valerio Stefanone, presidente Cosmeu, che sta concludendo il percorso di studi in medicina di urgenza a Firenze. «La questione centrale è la tutela della salute dei cittadini che arrivano al pronto soccorso e devono essere seguiti da un medico specializzato – spiega – Erano ben altre le misure che dovevano essere prese. A colpire è che questo provvedimento sia stato preso nella Regione, la Toscana, che ha inventato la scuola di medicina di emergenza-urgenza. Se entrano i neolaureati, domani ai concorsi per la medicina di urgenza non si
presenterà nessuno. Uno come me, partito dalla Val di Susa per fare questo lavoro in Toscana non si sarebbe mosso». I posti banditi, a livello nazionale, sono troppo pochi e così ci si trova con le carenze. La crisi di personale riguarda molte specializzazioni, ma i pronto soccorso sono in una condizione di particolare difficoltà perché le scuole sono state istituite poco tempo fa, e perché il lavoro è molto usurante. La prospettiva di passare tutta la carriera al pronto soccorso spaventa molti giovani, che magari scelgono altre discipline legate alla medicina interna, potendo così passare un numero limitato di anni nei dipartimenti di emergenza per poi spostarsi nei reparti.
«Abbiamo scritto nella petizione quali sono le azioni che riteniamo efficaci per risolvere la crisi, misure alternative a quella presa dalla Toscana ma anche da altre Regioni dove ad esmepio si richiamano i pensionati – dice sempre Stefanone – Intanto, appunto, l’aumento delle borse, che dovrebbero essere 800 all’anno». Per ora siamo a numeri molto più bassi, circa 200. Poi si richiede un aumento dello stipendio per medici e infermieri dei pronto soccorso e una maggiore efficacia del filtro territoriale alla quale dovrebbe accompagnarsi un aumento dei letti nei reparti ospedalieri. Infine, si chiede di elaborare una carriera universitaria specifica per la medicina di urgenza. «Riteniamo necessarie anche misure immediate: come la possibilità di assumere gli specializzandi all’ultimo anno di corso».

Fonte: La Repubblica Firenze

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