Pronto soccorso nel caos i medici fanno i barellieri

Nuovi codici in Pronto soccorso

Gli addetti ai lavori lo chiamano “stress test”. È la prova di massimo sforzo a cui viene sottoposta un’organizzazione, o un sistema, per capire se sia in grado di resistere nelle condizioni più difficili. Il pronto soccorso dell’ospedale Versilia di stress se ne intende, ma la prima prova della stagione turistica è andata male: il ponte vacanziero del 1º maggio, un antipasto di quello che potrebbe accadere in estate con l’afflusso di turisti e proprietari di seconde case, ha mandato in tilt il sistema. Il caos è stato tale che a un certo punto i medici, non vedendo più arrivare i pazienti in barella, sono andati a prenderseli da soli.
Si dirà: qual è il problema? Semplice: i medici sono già oberati di pazienti da visitare; se devono mettersi anche a girare per l’ospedale con le barelle al posto degli operatori che dovrebbero trasportarle ­a loro volta impegnati in altri viaggi dal pronto soccorso ai reparti, o verso la radiologia per gli esami di accertamento­ non si finisce più.
Del resto anche il pronto soccorso, come ogni organizzazione che si rispetti, è una squadra dove ognuno deve recitare il suo ruolo per impedire il caos: provate a mettere Chiellini in attacco o Icardi in porta, e vedete che succede.
La denuncia di un ponte da incubo per il pronto soccorso del “Versilia”, e di rimando per i pazienti e gli utenti, arriva dal sindacato Uil. Il problema, secondo il sindacato, non è legato alla qualità di
persone che lavorano in pronto soccorso, ma alla quantità. Che rischia di provocare disastri
soprattutto in estate.
«L’ospedale non regge la pressione a cui viene sottoposto quando aumentano gli accessi nei periodi
dell’influenza o del turismo più frequente ­affermano i rappresentanti Uil Claudio Velia, Fausto Delli
e Nicola Dal Torrione ­- Non ci sono i numeri in grado di sostenere un carico di lavoro che aumenta in
maniera così evidente». Il problema sembra riguardare tutte le figure: medici, infermieri, operatori
sociosanitari. Questi ultimi sono chiamati al trasporto delle barelle dal pronto soccorso ai vari reparti, medicina in primis. Ma anche alla radiologia, dove i pazienti di pronto soccorso vengono
sottoposti agli esami di accertamenti. Fatto sta che a un certo punto, vedendo che i pazienti non
arrivavano più, i medici se li sono andati a prendere. Oltre a questa difficoltà, si sono registrate
le consuete proteste dei familiari di persone in attesa di ricovero per molte ore, se non per un giorno intero. Persone parcheggiate in pronto soccorso perché i letti, in particolare nella medicina generale, erano tutti pieni.
L’Asl, contattata dal Tirreno, ammette che si è trattato di un ponte molto difficile per la prima lineadel “Versilia”. A cui erano già stati promessi rinforzi per l’estate «come per tutti gli ospedali che
si trovano in zone turistiche».
«Da subito ­ spiegano dall’ Asl ­ abbiamo aumentato i posti letto, prevedendone 10 in più così come era
stato fatto nel piano anti­influenza. E incrementando il personale con sei infermieri e sei operatori
sociosanitari. Dal 1° giugno ­ assicura l’azienda sanitaria ­ aggiungeremo sei infermieri al pronto
soccorso più due al pronto soccorso pediatrico. Con un ulteriore infermiere e un medico in più nella
fascia oraria serale 20­24.
Inoltre verrà potenziato l’ambulatorio ortopedico, in modo da rispondere a tutti quei casi di incidente
tipici della stagione estiva (si pensi agli infortuni in spiaggia, ndr) che necessitano della visita
ortopedica».

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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Una risposta a “Pronto soccorso nel caos i medici fanno i barellieri

  1. Siamo Ausl (aziende) si comportassero come tali chi non rende a casa, troppe lamentele ci sono e pochi che lavorano seriamente , se fosse privata veramente un azienda più della metà sarebbe licenziata nel primo mese di prova. Questo commento é dall’interno perciò vero.

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