Pronto soccorso in apnea, l’Asl interviene

Ancora emergenza medici in Toscana

Reclutamento di medici non specialisti e formati da inserire nel sistema di emergenza territoriale (118) e ospedaliero. E’ questa la soluzione adattata dalla Toscana per far fronte alla carenza di medici di pronto soccorso. Altre Regioni hanno cercato soluzioni alternative: non solo l’assunzione di personale non specialista, ma anche il reclutamento ‘a contratto’ di medici in pensione, l’acquisto di pacchetti di turni di lavoro ‘a gettone’ di professionisti provenienti da altre regioni (spesso comunque pensionati organizzati in cooperative), fino alla richiesta di supporto alla medicina militare.«La nostra regione – spiega il direttore del dipartimento di emergenza e urgenza della Asl Toscana centro, Simone Magazzini – ha deciso di reclutare medici non specialisti da inserire nel sistema in maniera graduale, attraverso un
corso di formazione e un percorso di apprendimento sul campo basato su un tutoraggio individuale. Questo percorso
monitorato da un apposito coordinamento di area vasta, costituito da tutti i direttori dei pronto soccorso e supervisionato da un board regionale appositamente istituto, è destinato a inserire i nuovi medici e guidarli a svolgere la loro attività con livelli di autonomia progressivamente crescenti e certificati. Insomma, in maniera non molto diversa da quanto avviene con i giovani specializzandi che operano presso le strutture universitarie».
La soluzione adottata, che garantirà a breve l’ arrivo di nuovo personale, è una misura del tutto eccezionale, limitata nel tempo, in attesa di un riallineamento fra domanda e offerta sul mercato del lavoro in un settore essenziale, dove la carenza di personale, oltre un certo limite, non è sostenibile, pena la sicurezza del servizio stesso.
«L’inizio è piuttosto incoraggiante – dice Magazzini – perché rispetto a quanto si è visto fino ad ora (concorsi, avvisi e convenzioni andati deserti o quasi), abbiamo 276 domande per 150 posti disponibili (anche se in parte i concorrenti parteciperanno anche ad altre selezioni, come il corso per la medicina generale o al test di ingresso alle scuole di specializzazione)». Fra pochi giorni inizieranno le selezioni.
L’auspicio è che già nel mese di luglio sia avviato il percorso di reclutamento. Quello del ricambio è un problema diffuso su tutto il territorio nazionale. Ma la carenza maggiore si registra nel sistema dell’emergenza e urgenza. Diverse sono state le misure adottate dalla Regione per garantire il necessario ricambio di personale, che però hanno avuto effetti limitati perché i concorsi per le assunzioni e i bandi per la convenzione sono andati deserti o al massimo hanno permesso di stabilizzare personale già in servizio. E le borse di studio finanziate, come è ovvio, produrranno nuovo personale specialista solo fra 8 giugno 2019 alcuni anni.

Fonte: La Nazione Empoli

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