Pronto soccorso, basta promesse

Battaglia quasi vinta per il sindaco di San Marcello Piteglio

La montagna pistoiese rivuole il suo pronto soccorso e lo ha dimostrato. L’ampia sala del Progetto MoToRE, non ha potuto contenere le persone (stimate in almeno 250) affluite martedì all’assemblea con la Consulta della salute e i sindaci di San Marcello Piteglio, Luca Marmo, e Abetone Cutigliano, Diego Petrucci che ha proposto una manifestazione in piazza a San Marcello per il 13 aprile.Nonostante l’assenza dell’assessore regionale Saccardi, da cui la montagna attende, da due anni, una risposta sul riconoscimento di area disagiata e di un pronto soccorso al Piot «Pacini», richiesti con una petizione di 8.145 firme e poi dai Comuni e dal documento congiunto della Consulta. «Uno schiaffo alla montagna», «l’ennesima presa di giro»: cittadini e amministratori comunali, dal centrodestra al Pd, hanno condannato il forfait della Regione.
Il sindaco Marmo ha riconfermato l’impegno in questa battaglia. «Col vicesindaco Rimediotti – ha aggiunto -, siamo andati in presidenza della Regione per dire che non pensino di sottrarsi ad un confronto imminente col territorio». «Il tempo è scaduto. Saccardi è fuggita di fronte alle responsabilità che ha verso i cittadini della montagna» ha esclamato il sindaco Petrucci, lanciando due appelli: a mobilitarsi con una protesta pacifica in piazza a San Marcello e ad unirsi ad Abetone Cutigliano in un ricorso al Tar per ottenere zona disagiata e pronto soccorso.
«Chiediamo solo il rispetto della legge» ha aggiunto. Dai tanti interventi, è emersa la richiesta di non mollare per il diritto a un pronto soccorso al pari chi vive in città e di non accettare la proposta di Saccardi per un incontro a porte chiuse a Firenze. Moreno Seghi, presidente del consiglio di San Marcello Piteglio, ha proposto di chiedere un’audizione nella commissione sanità del consiglio regionale e di andare sì a Firenze, ma con i pullman, a manifestare davanti alla sede della giunta. Ha inviato poi le associazioni dimissionarie a rientrare nella Consulta. E sarà proprio quest’ultima, domani sera, a tirare le fila sul da farsi.

Fonte: La Nazione Prato

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