Prevenzione flop medici, infermieri: soltanto il 10% è vaccinato

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Per difendersi dall’ influenza i dipendenti della Asl Toscana Centro e di Careggi potevano farlo gratis nel proprio ospedale, ma la risposta è stata bassa La vaccinazione anti influenzale non sfonda tra gli operatori sanitari. Anche quelli che lavorano in ospedale non sono particolarmente sensibili al rischio di ammalarsi e soprattutto di trasmettere il virus ai pazienti ricoverati, con i quali hanno a che fare quotidianamente per lavoro. Sia a Careggi che in tutte le strutture dell’azienda Toscana Centro il numero dei vaccinati tra medici, infermieri e altro personale sanitario è basso, intorno al 10%.
In questi giorni gli ospedali sono particolarmente sotto pressione a causa della malattia stagionale e degli effetti che ha su persone particolarmente fragili. I pronto soccorso già dai giorni delle feste natalizie sono pieni, in certi casi le difficoltà nascono dalla carenza di posti nei reparti, che costringono chi ha bisogno di un ricovero ad aspettare nelle stanze dell’emergenza.
La vaccinazione è considerata la prevenzione principale contro l’ influenza e viene data
gratuitamente dalla Regione a tutti coloro che hanno più di 65 anni, a chi ha determinati problemi di salute che lo mettono a rischio e appunto a chi svolge lavori particolari, come quelli sanitari.
I dipendenti di Careggi o della Asl Centro, dunque, si possono vaccinare gratuitamente. Tra l’ altro ilfarmaco viene offerto direttamente dai medici competenti all’interno della struttura sanitaria dove il dipendente svolge la sua attività.
La comodità non ha però convinto moltissime persone. A Careggi fino ad ora si sono vaccinati 411
dipendenti su 5.400. Si tratta del 7,6%. L’ azienda ha anche fatto una campagna per convincere il
personale ad aderire a questa forma di prevenzione. In effetti qualche risultato, anche se scarso, è stato raggiunto. L’anno scorso i vaccinati erano infatti 223, cioè quasi la metà di questa stagione. Alla Asl Centro ci sono 14.501 dipendenti, dei quali un po’ meno della metà lavorano nei 13 ospedali. I vaccinati sono 873, cioè circa l’ 11­ 12%. Anche qui un numero piuttosto basso. L’ospedale dove ci sono più vaccinati è Ponte a Niccheri, con 150, seguono Torregalli con 131, Empoli con 115, Prato con 108. Tra le strutture più grandi, quella dove la prevenzione del virus stagionale gode di meno gradimento da parte dei dipendenti è il San Jacopo di Pistoia, dove si sono vaccinati in 72.
Nell’ analisi di questi dati bisogna tener conto che sono ricavati dalle strutture aziendali che sioccupano di vaccinazione dei dipendenti. Teoricamente qualcuno potrebbe aver fatto l’iniezione altrove, ad esempio presso il suo medico di famiglia.
Quindi i numeri potrebbero essere un po’ più alti anche se non di molto, visto che per chi ha intenzione di vaccinarsi è molto più comodo farlo gratuitamente nel luogo di lavoro.
Le aziende quest’anno avevano fatto una campagna per convincere il personale. Tra l’altro con la
legge sull’obbligo di vaccinazione per l’ iscrizione a scuola pone anche il problema delle coperture tra il personale sanitario, oltre che quello scolastico. Nella norma era scritto che entro due mesi i dipendenti dovevano comunicare il loro stato vaccinale per quanto riguarda malattie come il morbillo e le altre coperte in età pediatrica. Fino ad ora però nell’area fiorentina non sono arrivate tutte le schede dei lavoratori e comunque non è iniziata l’analisi necessaria per arrivare a conoscere le coperture.
Comunque si ritiene che i dati siano piuttosto bassi, anche se magari un po’ migliori di quelli perl’influenza. Quando una persona viene assunta alla Asl Centro, da due anni a questa parte gli vengono fatte le analisi per valutare per quali malattie è immunizzata, o perché le ha già avute o perché appunto è stata vaccinata.

Fonte: La Repubblica Firenze

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