Prenoti qui ma l’esame rischi di farlo a Massa

Il segretario provinciale Fials in difesa dei presidi di Cecina e Piombino

In attesa della gara unica per la gestione dei Cup su cui la Cgil ha espresso dubbi (“La gara unica ci preoccupa: sono a rischio molti posti di lavoro. Per questo chiediamo sia all’Usl Toscana nord ovest che all’Estar di inserire nel bando la clausola di salvaguardia per garantire l’ occupazione ai dipendenti dei Cup toscani”, ha detto Isa Zanzanaini segretaria confederale della Cgil di Massa Carrara), l’avvio del cosiddetto Cup 2.0 anche nell’ospedale di Cecina suscita divisioni. Chi lo boccia, decisamente, è il sindacato Fials che sta già raccogliendo una serie di segnalazioni da parte del personale. «Intanto coi pare farlocca l’ idea che si prenota un esame a Cecina e si rischia di farlo a Massa o a Fivizzano. Prima c’ era l’ Elba, è già ci pareva eccessivo. Ora poi… », spiega per il sindacato autonomo Daniela Boem. Si genera, in sostanza, per il Fials un fenomeno per cui ci si deve muovere per curarsi, una sorta di “pendolarismo obbligato della salute”. Senza dimenticare che chi deve fare 80 km per una Tac o un’ ecografia, accollandosi i costi di benzina, autostrada o biglietto del treno e/o del bus, finisce talvolta per scegliere un centro diagnostico privato dove, a parità o quasi di costi, fa lo stesso esame. Ma c’ è un latro aspetto che verte, invece, sul personale. Boem fa notare come lo stesso sia stato “scarsamente formato” con un “corso di due ore” e che oggi segnali problemi con uno strumento nuovo. «Ci sono casi ­ racconta la sindacalista ­ di operatori che prendono nota ancora su due fogli di carta». L’ azienda, d’ altro canto, risponde che questo sistema velocizzerà le pratiche e accorcerà i tempi di attesa per gli esami. Ci vuole solo un po’ di “rodaggio” del sistema, che è nuovo. Ma per il Fials i problemi non finiscono con il Cup 2.0. «Ci giungono lamentele anche dal cambiamento del sistema per le prenotazioni di visite ed esami in libera professione, la cosiddetta intramoenia. Anche questo Cup è stato cambiato per cui, se prima c’ era una libertà di accesso più ampi, oggi tutto si è ristretto con meno operatori che non riescono a gestire tutte le chiamate. Capita così che se un paziente si trova costretto a disdire una prenotazione per vari motivi, faccia fatica a farlo». Boem aggiunge: «E’ inutile che l’ azienda ci dica che a fine mese amplierà il servizio, intanto le cose non funzionano come devono». Anche in ospedale, a giudicare dagli umori e le prime sensazioni dei pazienti in attesa, ci sono perplessità e preoccupazioni. E non manca chi è disposto a spostarsi pur di fare prima un esame o una visita per cui si attendono anche mesi. Serviranno giorni per testare il sistema, ma tanti punti interrogativi restano sospesi.

Fonte: Il Tirreno Cecina

(Visto 112 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *