Prenotazioni urgenti, quanti ostacoli «Il medico? Ridotto a un centralinista»

«Credo che ci sia molta confusione sui percorsi fast track e sulla loro attivazione nonchè sulla loro efficacia nel dare una risposta nei termini previsti dai codici di priorità». E’ il commento amaro di Alessandro Benelli, segretario Fimmg (Federazione medici di medicina generale) riguardo al funzionamento delle prenotazioni urgenti istituite
con l’obiettivo di tagliare le liste d’ attesa.Di percorsi veloci per gestire le priorità cliniche nell’Asl Toscana Centro ne sono già stati attivati diversi: per combattere la trombosi venosa profonda, le malattie vascolari cardiologiche, quelle reumatologiche, pneumologiche, otorinolaringoiatriche e gastroenterologiche, oltre a ecografie e radiografie. Ma altrettanti inghippi nei percorsi
di fast track sono stati rilevati da pazienti e medici.
Il segretario Fimmg spiega i passaggi che spettano al medico che voglia effettuare una prenotazione. «Il dottore, dopo aver certificato l’urgenza del caso, telefona al numero verde 800.444432. A questo numero risponde un call center che opera dall’Italia. A quel punto bisogna scegliere le opzioni indicate dai vari numeri per poi parlare con un operatore dell’ azienda e non con un medico specialista».
La telefonata non si esaurisce qui, perché a quel punto al medico vengono chiesti i requisiti della richiesta che ha compilato. Solo allora viene comunicato il giorno in cui il paziente potrà effettuare la prestazione. E non è la regola che avvenga entro tre giorni». Di fronte a questa possibilità cosa resta da fare al medico per avere la certezza che il paziente possa essere inserito in un percorso di visita urgente? «La soluzione è il contatto telefonico personale col collega specialista ­- conclude -­ Inoltre possiamo dare la ricetta compilata in mano al paziente, fornendogli il numero verde da contattare. Il pazienta a sua volta può spendere quella ricetta con lo stesso operatore non medico con cui l’avrebbe spesa il medico e con lo stesso risultato». Per Benelli c’è una questione che interessa la sfera della professionalità medica: «Vogliamo moltiplicare per un numero X il tempo speso per compiere questo atto amministrativo, che non è certo l’unico nell’ambulatorio del medico durante le visite? L’organizzazione della medicina oggi prevede che ci siano più figure in uno studio medico in grado di far sì che gli assistiti siano guidati nei vari percorsi sanitari, ma non è ruolo del medico di medicina generale
quello di assolvere ai compiti del centralinista». Una stoccata sl sistema di prenotazioni messo in piedi dall’Asl,
che si chiude con un auspicio da parte dello stesso Benelli. «La percorribilità di questi percorsi va
verificata, come le modalità di accesso e le risposte nei tempi dovuti e previsti dai codici di priorità, che
non sono applicabili per tutte le specialità e rendono più complesso il lavoro dei medici, talora costretti
alla ripetizione di ricette rifiutate dai Cup».

Fonte: La Nazione Prato

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