Prato: interventi chirurgici ancora a singhiozzo

La coperta è corta. Si tira un lembo ora di qua, ora di là. Ma i numeri sono sempre pochi. Così se il pronto soccorso tira un po’ il fiato grazie ai 40 posti letto sottratti all’area chirurgica per far fronte all’emergenza d’inizio anno, a piangere ora è il reparto di chirurgia generale a cui sono rimasti “intoccabili” solo sette posti per programmare interventi oncologici. Il piano straordinario per fronteggiare l’emergenza ha fatto scattare infatti il semaforo rosso per l’attività di chirurgia programmata con interventi semplici per un’ernia e colecisti fermi anche da tre settimane e pazienti avvisati dello spostamento anche all’ultimo minuto, come risulterebbe da alcune segnalazioni giunte in redazione. Per quanto riguarda invece gli interventi meno urgenti c’è chi aspetta anche da mesi. Bisturi in azione solo in casi di urgenza e per curare i pazienti oncologici. Dal punto di vista del personale non ci sarebbero stati particolari problemi se non per gli anestesisti che, in particolare, si rinforzeranno presto con l’ingresso di almeno quattro unità in più presumibilmente a partire dalla prossima settimana, per effetto dell’ultimo concorso regionale.

Il numero scarso di questi specialisti, tra l’altro, è stato anche il là per far sì che l’ Asl Toscana Centro potesse decidere di “aiutare” medicina ­ e quindi il pronto soccorso ­ utilizzando i letti della chirurgia. A questo punto mancano quindi all’appello solo i letti per i pazienti di chirurgia, ancora oggi “in prestito” al pronto soccorso che ha dovuto far fronte alle carenze strutturali dal punto di vista dello spazio e all’emergenza legata al picco influenzale. A Prato come in altre realtà della Toscana. Così, come risulta da un nostro riscontro, le sale operatorie sarebbero state impegnate ultimamente per cinque ­ sei operazioni alla settimana in base al numero delle dimissioni, a fronte di una media settimanale di 50 operazioni che vengono eseguite normalmente nel presidio di Galciana. E questo per non occupare posti letto preziosi per patologie mediche messi a disposizione all’inizio di gennaio nell’area di degenza chirurgica. Ma per il direttore del presidio ospedaliero Roberto Biagini non è il caso di allarmarsi troppo: l’attività chirurgica programmata riprenderà regolarmente già dalla prossima settimana. “La situazione si sta normalizzando essendosi ridotto il picco influenzale. Se da una parte l’ attività programmata è stata rallentata per i casi che effettivamente si potevano rimandare in questo periodo si sono inseriti interventi di entità importante a fronte di una riduzione di quelli minori. Un rallentamento che è fisiologico in tutti gli ospedali in questo periodo dell’anno, anche se quest’anno abbiamo avuto una criticità maggiore al pronto soccorso.Mi risulta comunque che la maggioranza di quei 47 posti letto sia già tornata a disposizione di chirurgia”. Un esempio? Biagini ha i numeri sotto mano, il 17 gennaio scorso i pazienti di area medica appoggiati in chirurgia erano 12, solamente sei nella giornata di ieri. Il direttore sanitario del “Santo Stefano” traccia quindi un bilancio positivo dell’attività chirurgica, rilevando come il numero degli interventi sia in realtà aumentato nel 2016: 14.700 nel corso dell’anno passato, 400 in più rispetto al 2015.

Fonte: Il Tirreno Pistoia

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