Per un contratto a un pensionato, la Procura indaga gli ex vertici Asl

Luigi Marroni, ex Dg Asl Firenze

Un contratto di collaborazione che non poteva essere fatto, perché a firmarlo è stato un ex dipendente andato in prepensionamento poco prima. Per la delibera che ha dato il via a quell’ accordo, nel 2012, sono indagati dalla procura di Firenze tutti i dirigenti di allora della Asl. E cioè l’ ex direttore generale Luigi Marroni, oggi al vertice di Consip e testimone nell’ indagine che ruota attorno alla centrale del ministero dell’ Economia, l’ ex direttore sanitario Piero Tosi, oggi dg dell’ azienda ospedaliera di Siena, e l’ ex direttore amministrativo Niccolò Pestelli, oggi a capo di Estar, l’ ente che si occupa tra l’ altro degli appalti per la sanità toscana. Inoltre sono indagati, sempre perché la loro firma è sugli atti che hanno portato alla nomina, anche l’ allora capo del dipartimento di prevenzione Giuseppe Petrioli e il dirigente del settore verifiche impianti Daniele Novelli. L’ accusa è di abuso di ufficio. I coinvolti hanno saputo di essere indagati perché la procura gli ha notificato un invito a presentarsi per l’ interrogatorio nei giorni scorsi. L’ inchiesta è del pm Tommaso Coletta, e nasce da un altro lavoro della procura, e cioè l’ indagine sull’ attività di controllo del settore sicurezza sul lavoro svolta tra il 2010 e il 2015, di cui si è saputo perché già da due anni sono stati avviati accertamenti all’ interno degli uffici dell’ azienda. Per quanto riguarda le attività finite nella nuova inchiesta, si tratta di attività a pagamento, nel senso fatte dal personale della Asl ai privati, che pagano in base a un tariffario. L’ ingegnere prepensionato e poi ripreso a lavorare sulla base di una serie di contratti annuali, si chiama Piero Polli e si occupava (adesso non è più impiegato dall’ azienda) di verifiche agli impianti degli ascensori. Come scritto nella delibera del 2012, il professionista ha guadagnato fino a 41mila euro all’ anno, a seconda della quantità di lavoro svolta. «La collaborazione in parola è interamente finanziata con le maggiori entrate da parte dei soggetti privati, derivanti dall’ incremento del numero delle prestazioni di verifica di ascensori». E’ probabile che la difesa di alcuni degli indagati ruoti proprio intorno a questo punto. Nel senso che non si è trattato di uno spreco per l’ amministrazione averlo preso, in quanto il denaro investito ne ha fatto incassare altro. Anche negli atti, del resto si parla di “utile per l’ azienda”. Ma c’ è una legge del ’94 che vieta alle amministrazioni di stipulare contratti con ex dipendenti prepensionati. Questo tra l’ altro per evitare eventuali favoritismi verso alcuni dipendenti.

Fonte: La Repubblica Firenze

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