Per ampliare e sviluppare il Meyer in arrivo oltre 11 milioni di fondi pubblici

Importante accordo per il presidio fiorentino

Ammontano a 11.150.000 euro le risorse statali messe a disposizione dalla Regione Toscana per l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, una delle eccellenze della sanità pubblica toscana. Il dato stato diffuso in occasione dell’open day dedicato a bambini e famiglia. Gli investimenti sono previsti dall’accordo di programma integrativo per il settore degli investimenti sanitari stipulato da ministero della Salute e la Regione, con il ministero delle Finanze.«La Regione dedica grande attenzione alla salute dei bambini e degli adolescenti – ribadisce l’assessora regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi, intervenendo all’open day al Meyer -, sostenendo con notevoli investimenti progetti importantissimi per lo sviluppo dell’ospedale».
Nel corso della manifestazione, Stefania Saccardi ha inaugurato la mostra dedicata al piano di sviluppo “Meyerpi”. Tra i punti previsti dal piano, la realizzazione del Parco della Salute presso l’ex clinica Villanova, per un
finanziamento complessivo 3.800.000 euro, di cui 3.200.000 provengono dallo Stato: vicina al Meyer, la struttura ospiterà, tra l’altro, un day hospital e un day service e sarà dotata di sale di attesa, aree gioco e spazi riservati all’allattamento, in modo da favorire anche l’ accoglienza dei familiari oltre che dei pazienti.
Secondo quanto annunciato nella manifestazione inaugurale, il Family Center Anna Meyer, dedicato all’accoglienza dei piccoli pazienti, sarà ultimato a fine 2019 e richiederà un investimento di 1.750.000 euro, la maggior parte dei quali (1.650.000) ancora una volta arriva da finanziamenti statali.
Previsto poi il completamento del Meyer Health Campus, per il quale sono stati stanziati 3,6 milioni di euro, di cui 2,6 milioni ancora una volta sono garantiti da fondi statali. Per quanto riguarda, invece, il rinnovo delle dotazioni tecnologiche, sono stati messi a disposizione 3,9 milioni, di cui 3,7 milioni (di fatto quasi la totalità) di nuovo dallo Stato.

Fonte: Il Tirreno

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