Pazienti in trasferta (con i medici). Così si riducono le liste di attesa

Estate a ranghi ridotti in chirurgia

Da gennaio ad oggi dei 250 pazienti operati in chirurgia all’ospedale del Mugello ben 210 sono pratesi. E’ la dimostrazione che il modello di integrazione chirurgica proposta dagli ospedali Santo Stefano di Prato e Borgo San Lorenzo sta dando risultati positivi. Nato per abbattere i tempi di attesa della chirurgia generale, il progetto è sostenuto dal personale e riscontra la soddisfazione dei cittadini.In particolare i pazienti pratesi, pur dovendo spostarsi dal proprio territorio per farsi operare, hanno seguito volentieri chirurgo e anestesisti che a Prato erano già un punto di riferimento  importante. «Considerati gli spazi chirurgici all’ospedale di Borgo San Lorenzo ­- spiega Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento di chirurgia generale ­ ma anche la disponibilità di alcuni anestesisti di Prato a ridistribuirsi su Borgo San Lorenzo e l’opportunità di offrire ai pazienti tempi più rapidi per le operazioni, abbiamo rimodulato l’organizzazione, dando la possibilità ai pratesi di farsi operare dallo stesso team di professionisti, ma a Borgo San Lorenzo».
Dunque la mobilità di pazienti e medici fa sì che i tempi di attesa non siano più biblici per alcune
specialità chirurgiche. «Nel 2017 nel nostro ospedale ­ aggiunge Andrea Bassetti, direttore sanitario al
Mugello ­- è stato portato avanti il progetto dell’Asl di riduzione dei tempi di attesa che in particolare per la specialistica di chirurgia generale in lista al Santo Stefano potevano essere trasferiti da noi. Questo progetto rappresenta un punto di forza per l’ ospedale del Mugello, un esempio di integrazione e di collaborazione interospedaliera». Nell’ospedale del Mugello viene praticata chirurgia addominale, tiroidea e senologica. L’attività per le patologie oncologiche si attesta intorno al 10% ma in questo ambito, già dai prossimi mesi, potrebbe crescere ancora. «Stimiamo che entro luglio il numero dei pazienti provenienti da Prato possa salire ancora ­ dichiara Andrea Buccarelli, dal marzo scorso
direttore di chirurgia generale a Borgo San Lorenzo ma per 14 anni alla direzione chirurgica del Santo
Stefano ­ Si tratta di pazienti che saranno cancellati dalla lista pratese che solo sette mesi fa contava 400 persone». Al momento in lista di attesa ci sono 305 persone, di queste 245 provengono da Prato. Per gli operatori questa nuova esperienza è un’ opportunità di crescita professionale. «Facendo chirurgia a Borgo ­- racconta Giuliano Michelagnoli, uno degli anestesisti ‘reclutati’ da Prato e da qualche mese direttore di anestesia e rianimazione a Borgo San Lorenzo ­- abbiamo affinato alcuni aspetti con i
colleghi nuovi del reparto. La flessibilità e la capacità di fare rete come soluzione a e carenza di
personale, di sale operatorie, di letti ­ sottolinea Michelagnoli ­ è sempre stata portata a esempio dal
direttore dell’ area anestesia e rianimazione dell’ Ausl, Guglielmo Consales. Uno ringraziamento ai
colleghi anestesisti rianimatori pratesi che hanno inaugurato questo progetto, Simone Becarelli, Vito
Silvestri, Filippo Bressan e Patrizia Faucci».

Fonte: La Nazione Prato

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