Pazienti da tutta Italia e le attese si allugano

Carlo Tomassini, dg Aou Pisa

È la locomotiva della sanità in Toscana. Attira pazienti anche da fuori regione, ma mantiene “accettabili” i tempi di attesa. Certo, non mancano le criticità, ma l’ ospedale di Cisanello riesce nella maggior parte dei casi ad assicurare affidabilità e anche rapidità di intervento, contendendo al Careggi di Firenze il primato regionale per numero di interventi eseguiti e per la rapidità con cui il paziente viene “convocato” in sala operatoria.È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’ Agenzia regionale sanitaria (Ars) con il monitoraggio dei tempi di attesa e dei volumi di casi trattati per le prestazioni in regime programmato. Dal dossier, che analizza i tempi di attesa e la mole di interventi chirurgici eseguiti in tutti gli ospedali toscani nel periodo gennaio­-settembre 2017, emerge che i camici bianchi dell’ ospedale cittadino sono punto di riferimento non solo dei pisani, ma anche di tanti utenti toscani e non. A dimostrarlo è la quantità di interventi eseguiti nei primi nove mesi dell’ anno. Un dato non secondario perché, come specifica l’ Ars, in particolare «per i tumori di mammella, colon, pancreas, fegato e stomaco, oltre che per la colecistectomia, è rilevata in letteratura l’ associazione tra volumi di attività ed esito delle cure». Dopo Careggi, in questi settori (o quasi tutti) è Cisanello a guidare la classifica per affidabilità con tempi di attesa che però, nella maggior parte dei casi, supera la media regionale. «Agli interventi oncologici riusciamo comunque a dare risposte rapide», sottolinea Carlo Tomassini, direttore generale dell’ Aoup, che per alcuni settori in “affanno” annuncia entro l’ anno una riorganizzazione per cercare di abbassare l’attesa media. A partire dall’ ortopedia, settore dove l’ Ars rileva le maggiori criticità. Per un intervento di sostituzione del ginocchio (192 quelli eseguiti dall’ inizio del 2017) occorre un’ attesa di 118,5 giorni a fronte di una media regionale di 31. Per lo stesso intervento all’ anca (229 quelli eseguiti) l’ attesa è di 107 giorni (42 a livello regionale). «L’ introduzione dell’ ortopedia oncologica, che richiede interventi molto difficili e lunghi, ha avuto riflessi negativi su altri tipi di operazioni ­ prosegue Tomassini ­Stiamo lavorando anche in questo settore per assicurare una maggiore velocità di intervento e nell’ arco di tre, quattro mesi contiamo di arrivare ad una nuova organizzazione che dovrebbe portare ad un abbassamento dei tempi di attesa». Nello stesso settore si verificano le principali criticità all’ ospedale Lotti di Pontedera, che grazie ad un numero di interventi inferiore rispetto a quello registrato a Cisanello riesce a tenere meglio il passo regionale dei tempi di attesa. Ma non per l’ ortopedia. A fronte di 98 operazioni, l’attesa media per la sostituzione di un ginocchio si attesta in 159 giorni, che sale a 256,5 per la sostituzione dell’ anca. Pisa conferma invece la sua leadership nella cura della tiroide. Nei primi nove mesi dell’anno sono stati eseguiti a Cisanello 2.229 interventi (305 a Careggi) con un’attesa media di 55 giorni (52 quella regionale) e 606 interventi per tumore alla tiroide con un’attesa di 24 giorni (la stessa che si registra a livello regionale). «Le eccellenze sono ovunque ­conclude Tomassini ­ e per questo occorre creare una rete di presidi medici, anche per ridurre le liste di attesa», attraverso un progetto di “area vasta” che punta a distribuire gli interventi minori tra gli ospedali della provincia ancora sottoutilizzati, concentrando su Cisanello i casi più complicati.

Fonte: Il Tirreno Pisa

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